Comincia ad annaspare anche nel Bellunese il settore lattiero caseario. Dopo un buon 2019, con prezzi arrivati a oltre 40 centesimi al litro, la mazzata dell’emergenza Covid: il prezzo del latte è sceso a 35-36 centesimi in maggio, per poi crollare ai 32-33 di giugno. Un andamento che Confagricoltura segue con preoccupazione.
«Ci eravamo abituati alle quotazioni del 2019 – dice il presidente Diego Donazzolo -. Ma adesso stiamo risentendo della crisi, anche se Lattebusche ci dà una mano. Una crisi che è iniziata a fine 2019 con l’imposizione dei dazi di Donald Trump sui formaggi made in Italy, che hanno compromesso il mercato americano, per noi il più importante. L’emergenza Covid ha fatto il resto, portando a una fortissima contrazione dei consumi. A livello nazionale, soprattutto nella grande distribuzione, la domanda di prodotto c’è, ma data la crisi la gente compra latticini a basso costo oppure in promozione. Il mercato nazionale, perciò, è saturo. Ci auguriamo che il governo nazionale continui con le azioni mirate a salvaguardare il settore. Ma bisognerebbe che l’Europa procedesse anche al ritiro del prodotto in esubero per mandarlo all’industria che fa latte in polvere, destinato ai Paesi extra Ue».
Nella crisi c’è anche una nota positiva: la stagione dell’alpeggio sta andando bene, con un ottimo afflusso nelle malghe. Un punto da cui ripartire, anche se il bosco infestante ha ridotto sensibilmente la superficie di pascolo.





