Proprio nel giorno dedicato alle vittime dell’epidemia da Coronavirus, e al loro ricordo, il Covid rende ancor più povera la provincia di Belluno. Perché quando se ne va un uomo come don Elio Larese, inutile girarci troppo attorno, siamo tutti un po’ più poveri.
Tutti: religiosi, donne e uomini di fede, laici.
Generazioni di studenti gli devono molto. Perché don Elio è stato preside per 22 anni al Liceo Classico “Lollino”, dove la sua attività didattica è proseguita fino a qualche giorno fa. Fino a quando il virus si è insinuato nel Seminario Gregoriano, portandosi via prima don Giovanni Unterberger, poi don Larese.
Aveva 74 anni: doppia laurea in Matematica e Lettere, originario di Auronzo, svolgeva il servizio liturgico nella Cattedrale di Belluno, di cui era canonico.
Ma al di là dei ruoli formali, don Elio era la persona da cui trovavi sempre una porta aperta, una mano tesa, la risposta a una domanda, la soluzione a un problema, la chiave di una lettura, la parola di sostegno, ma anche di stimolo.
Insegnava le lettere.
Insegnava la vita.





