Il nuovo Piano economico-finanziario dello Sliding Centre, datato febbraio 2026 e finora rimasto fuori dal dibattito pubblico, riporta la pista da bob di Cortina al centro delle preoccupazioni. Le stime aggiornate – emerse grazie all’accesso agli atti del consigliere regionale Alessandro Del Bianco (Pd) – indicano un aumento dei costi di gestione per il 2027 da 1,111 a 1,332 milioni di euro, con perdite che potrebbero superare gli 800 mila euro annui e raddoppiare nel periodo 2027-2032 rispetto alle previsioni precedenti.
Il nodo principale riguarda la struttura del piano: le uscite sono immediate e concrete, mentre una parte decisiva delle entrate è legata a opere che non hanno un gestore, non sono completate o non esistono ancora. Foresteria degli atleti, Piazza Mercato, cabinovia Apollonio-Socrepes, ristorante del Trampolino e altre opere della cosiddetta “legacy” vengono inserite come fonti di ricavo, ma la loro capacità di generare utili resta tutta da verificare. In altre parole: i costi sono certi, le entrate sono ipotesi.
Da qui la domanda che attraversa il dibattito: chi coprirà la differenza? Il contributo regionale da 1 milione l’anno terminerà nel 2027. Se i ricavi della legacy arriveranno in ritardo – come suggeriscono i cantieri ancora aperti e le opere non avviate – il peso potrebbe ricadere sul Comune di Cortina. «Cosa ha da dire in proposito? E perché non ha detto nulla finora?» chiede Del Bianco, sottolineando come il PEF sia rimasto nascosto per mesi.
Sulla vicenda intervengono anche le esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra Elena Ostanel, Luana Zanella e Cristina Guarda, che parlano di conferma dei timori sollevati negli ultimi anni: «Il problema non è più solo quanto è costata la pista, ma quanto continuerà a costare alla collettività. I costi sono certi, le entrate sono ipotesi. Chiediamo che il PEF venga discusso in Consiglio regionale e che sia chiarito chi sosterrà le perdite». Per AVS, la pista da bob rappresenta «l’emblema dell’eredità pesante dei Giochi: infrastrutture costose, impatto ambientale elevato, gestione incerta e rischio di debiti scaricati sulla collettività».
Secondo le stime riportate, la pista genererebbe circa 400 mila euro di entrate a fronte di 1,3 milioni di costi annui. «E sono stime al ribasso» osservano le esponenti di AVS, richiamando in particolare i costi energetici, destinati a incidere ulteriormente.
Il quadro che emerge dal nuovo PEF riapre dunque una questione rimasta sospesa per mesi: il futuro economico dello Sliding Centre e la sostenibilità di una struttura che, a sei mesi dai Giochi, continua a produrre costi certi e ricavi incerti. Una domanda che, ora più che mai, attende una risposta chiara da parte delle istituzioni.





