Pioggia di euro dal Pnrr, sono già 160 i milioni arrivati in provincia

Pioggia di euro dal Pnrr, sono già 160 i milioni arrivati in provincia

Scuole nuove di zecca, rigenerazione dei borghi storici, digitalizzazione, telemedicina ed efficienza energetica. I soldi ci sono (parecchi). E il cronoprogramma è fissato. Il passepartout che apre le porte a un Bellunese rinnovato si chiama Pnrr. E in pochi mesi ha già fruttato 160 milioni di euro. Tanti i soldi del Piano ripartenza e resilienza arrivati in provincia. Senza contare che la cifra è in continua evoluzione: molti bandi infatti sono ancora attivi, altri potrebbero essere rifinanziati.

I NUMERI

A fare il punto della situazione, ieri (19 luglio) è stato il tavolo di lavoro messo insieme da Provincia e Consorzio Bim Piave. Tra le tabelle che incasellano i vari bandi aggiudicati e finanziati (suddivisi per missioni – così si chiamano i capitoli del Pnrr), spiccano due numeri: quello dei progetti vincitori, una ottantina, derivanti da Comuni, Provincia e Ulss; e quello dei finanziamenti assegnati in graduatoria: 152,4 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 8 milioni di euro per progetti relativi alle scuole superiori di competenza di Palazzo Piloni ricondotti all’interno del Pnrr. Insomma, un mare di soldi, dentro cui possono nuotare placidamente la rigenerazione urbana di Belluno e di altri borghi, l’adeguamento sismico dell’ospedale San Martino di Belluno e la riqualificazione di plessi scolastici – solo per citare i progetti più consistenti.

CAPITOLO SCUOLE

Proprio sulle scuole la Provincia ha voluto fare un focus specifico. Del resto, Belluno è tra le pochissime province d’Italia ad aver vinto più di un bando. Su tutti, quello della demolizione e ricostruzione del Negrelli di Feltre (da 15,9 milioni di euro – in foto la scuola attuale). E quello della riqualificazione della mensa dell’agrario di Vellai (505mila euro). Al momento invece rimane esclusa la costruzione della nuova palestra del Segato, nel complesso della Fantuzzi: il motivo è semplice, il Pnrr finanzia interventi su scuole di proprietà, e alla ex Caserma la Provincia non ha ancora realizzato le nuove scuole. Il progetto, in ogni caso, verrà portato avanti da Palazzo Piloni.

Ora, però, bisognerà correre, perché le tempistiche non ammettono ritardi. Entro il 2023 i lavori dovranno essere appaltati e i cantieri chiusi nel 2026.

Ed intanto cresce la preoccupazione per la crisi di governo, che rischia di minare un percorso fin qui virtuoso:

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