Quindici anni di storia, un +35% di crescita nel fatturato, presenza in oltre 30 Paesi e un nuovo riconoscimento gastronomico. Il Consorzio per la Tutela del Formaggio Piave DOP festeggia un traguardo importante, celebrando il successo di un prodotto nato tra i pascoli delle Dolomiti e diventato ambasciatore del Bellunese nel mondo. La sede di Busche ha ospitato l’evento celebrativo, con la partecipazione di soci, allevatori, autorità locali e regionali. Tra i presenti, il presidente Modesto De Cet, la direttrice Chiara Brandalise, il sindaco di Cesiomaggiore, il prefetto e il questore di Belluno.
Un formaggio, un territorio, una missione
Nato nel 2010, il Consorzio ha da subito puntato sulla tutela della Denominazione d’Origine Protetta e sulla valorizzazione di un formaggio che racconta l’identità di una terra. «Il Piave DOP è molto più di un formaggio: è la testimonianza di un territorio e della dedizione dei nostri produttori», ha dichiarato De Cet. Con 350.000 forme prodotte ogni anno e 18,5 milioni di euro di fatturato nel 2024, il Piave DOP ha conquistato i mercati internazionali, esportando in 30 Paesi tra cui Stati Uniti, Canada, Giappone e Australia. In 15 anni ha collezionato 71 premi e partecipato a 105 fiere internazionali.
Qualità certificata e promozione culturale
Il disciplinare europeo impone regole severe: latte bellunese, razze alpine, filiera controllata e certificazioni CSQA. Il formaggio si distingue per le sue cinque stagionature – dal Fresco al Vecchio Riserva – ognuna con un profilo sensoriale unico. «La nostra sfida è raccontare l’unicità del Piave DOP e rafforzarne la presenza sui mercati internazionali», ha spiegato la direttrice Chiara Brandalise. Il Consorzio investe in eventi, degustazioni, formazione e comunicazione per promuovere la cultura delle DOP.
Racconti di vita e di latte
A rendere speciale la celebrazione, una tavola rotonda condotta da Patrizio Roversi, che ha intrecciato storie di lavoro e passione. Dimitri Biasuz, casaro e allevatore, ha ricordato: «Fare il casaro è una scelta di vita. Quando chiude una stalla, perdiamo un pezzo di paesaggio e di civiltà». Antonio Bortoli, storico direttore di Lattebusche, ha ripercorso la crescita della cooperativa e l’intuizione che ha reso unico il Piave: l’uso del latte e siero innesto, senza conservanti. «Nel 1965 abbiamo detto no alla formaldeide. È stato un salto epocale».
Oscar De Bona, presidente dei Bellunesi nel Mondo, ha sottolineato il valore identitario del Piave DOP: “Ogni emigrato lo riconosce come un pezzo di casa.” Lo chef Fabio Campoli ha chiuso con una riflessione: “Il Piave è una biblioteca di sapori. Va servito, non solo gustato.”
Premio Piave Gourmet alla Trattoria da Ciliotta
Durante l’evento è stato assegnato il Premio “Piave Gourmet” alla Trattoria “da Ciliotta” di Limana, chiusa a fine 2024 ma celebre per il suo risotto al Piave Vecchio. I titolari, Loris Bogo ed Eleonora Roffarè, hanno interpretato con autenticità la cucina della montagna bellunese.
I numeri del successo: Piave DOP in cifre
Dal 2010 al 2025, il Consorzio per la Tutela del Formaggio Piave DOP ha registrato una crescita costante e significativa. Il fatturato ha raggiunto i 18,5 milioni di euro nel 2024, con un incremento del 35% rispetto al 2010. Ogni anno vengono prodotte circa 350.000 forme, di cui 35.000 esportate in oltre 30 Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Giappone e Australia. A testimonianza della qualità e dell’impegno nella promozione, il Piave DOP ha ottenuto 71 premi e riconoscimenti, partecipato a 105 fiere internazionali, lanciato 4 campagne pubblicitarie nazionali e collezionato ben 55 apparizioni televisive.





