Le notizie che arrivano dal fronte russo-ucraino non lasciano presagire niente di buono. E nelle ultime ore c’è una preoccupazione in più, quella dell’occupazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, a Energodar, la più grande d’Europa.
La paura di Chernobyl è ancora tanta. Difatti, la radioattività sprigionata dalla nube tossica di quel terribile 26 aprile 1986 lascia ancora tracce nei terreni del Bellunese. Al momento però non c’è da temere per la situazione ucraina. Lo dice l’Arpav, che monitora quotidianamente la radioattività, con due stazioni collocate nelle sedi di Verona e Belluno.
«Vengono effettuate analisi radiometriche di particolato atmosferico raccolto su filtro e dose gamma, e le informazioni prodotte vengono inoltrate alle autorità competenti» fanno sapere dall’agenzia regionale. «Per quanto riguarda gli eventi bellici in atto in prossimità di centrali nucleari, il monitoraggio non evidenzia anomalie sul territorio regionale».
in foto: un contatore Geiger, per misurare le radiazioni





