A pochi mesi dall’entrata in vigore della legge n. 76/2025 sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione e alla redditività d’impresa, la sfida è chiara: trasformare il principio in pratica. La norma, frutto di una proposta di iniziativa popolare sostenuta da Cisl, punta a rendere i lavoratori protagonisti non solo del processo produttivo, ma anche dei risultati economici. Ora serve avviare strumenti e prassi concrete, con la contrattazione sindacale come leva principale.
Ad accogliere per prima questa sfida è Filca Cisl Veneto, la categoria che rappresenta i settori delle costruzioni e del legno. Per capire l’impatto della legge sul comparto regionale, Filca ha commissionato alla Fondazione Corazzin uno studio specifico sull’articolo 5 della normativa, dedicato alla “Distribuzione degli utili”. I risultati sono stati presentati oggi a Quinto di Treviso, davanti a 200 delegati dei Consigli generali provinciali. Secondo l’analisi, in Veneto ci sono 1.237 imprese della filiera edile con margine operativo lordo positivo, quindi potenzialmente in grado di redistribuire utili ai dipendenti. La simulazione, basata su un parametro del 10% del MOL, evidenzia che:
- 460 aziende (37%) potrebbero garantire oltre 2.500 euro annui per lavoratore;
- 367 (30%) tra 1.000 e 2.499 euro;
- 410 (33%) fino a 1.000 euro.
«Sono proiezioni, ma rappresentano un punto di partenza per aprire il confronto con le imprese e introdurre il tema nella contrattazione», spiega Marco Potente, segretario generale Filca Cisl Veneto. «La partecipazione, quando è reale e condivisa, diventa leva di progresso: salari più alti, imprese più forti e maggiore sicurezza sul lavoro». Il comparto delle costruzioni è strategico per il Veneto: 167 mila lavoratori dipendenti, 55 mila nuove assunzioni nel 2024 e oltre 74 mila imprese registrate (fonti: Inps, Veneto Lavoro, Infocamere).
Per Cisl e Filca, la partecipazione non è solo economica, ma anche gestionale e organizzativa: ingresso nei consigli di amministrazione, commissioni paritetiche per innovazione e qualità, consultazione preventiva sulle scelte aziendali. «Significa entrare nel cuore dell’impresa», sottolinea Ottavio De Luca, segretario generale Filca nazionale. «La bassa produttività non dipende dai lavoratori, ma dall’assenza di coinvolgimento e meritocrazia».
Un principio che affonda le radici nella Costituzione, ricorda Massimiliano Paglini, segretario generale Cisl Veneto: «L’impresa è patrimonio di chi la fa prosperare, lavoratori compresi. Difendere questo valore significa tradurre in fatti il ruolo sociale dell’impresa».





