«La parità di genere è un valore, non un’imposizione. E se considerata tale, può far crescere le nostre comunità locali, come l’impegno che da secoli portano avanti le Regole, attive nella gestione del territorio». È il commento della Consigliera di Parità Flavia Monego, che nei giorni scorsi ha incontrato gli istituti regolieri dell’Alto Bellunese. Sul tavolo, la questione uomo-donna all’interno delle Regole, anche alla luce della recente sentenza di Cassazione che ha imposto alla Regola di Casamazzagno di adeguare i propri documenti statutari, chiudendo una vertenza lunga anni riguardante la discriminazione di genere. All’incontro a Palazzo Piloni erano presenti – oltre alla Consigliera Monego e al presidente della Provincia – rappresentanti delle Regole di Cortina, Mareson (Val di Zoldo), Bragarezza (Val di Zoldo), Villapiccola e Villagrande (Auronzo), Casamazzagno e Comelico.
Al tavolo le Regole hanno rappresentato la loro attività e l’impegno secolare. In particolare, hanno analizzato la ratio che sta alla base degli statuti, che prevedono quasi sempre una chiusura verso l’esterno tale da consentire una gestione oculata delle risorse ambientali e forestali, finalizzata alla conservazione dell’ambiente e del paesaggio per la comunità che lo abita. «In tal senso, le Regole costituiscono un presidio fondamentale, utile anche per contrastare lo spopolamento della montagna. E questo impegno è sicuramente da tutelare» il commento della Consigliera Monego. «Altrettanto importante è però che le Regole possano esprimere al meglio le loro qualità senza scivolare nella discriminazione di genere. È per questo che apprezzo lo sforzo della Regola di Casamazzagno nell’adeguare il proprio statuto, un’apertura che denota responsabilità e visione». Casamazzagno infatti ha spiegato al tavolo che sta studiando modifiche al proprio laudo (questo il nome della carta che regola gli aspetti della vita della comunità) per adeguarsi alla sentenza della Cassazione. «Uno sforzo che – e questo va apprezzato ancora di più – ha avuto come input la sentenza, ma ora impegna l’intera comunità ad aprirsi, verso un percorso che mi auguro possano iniziare anche gli altri istituti regolieri. Si tratta di un percorso culturale condiviso, che le Regole, per la storicità che hanno alle spalle, non dovrebbero avere difficoltà a intraprendere».
Consigliera e Regole si sono impegnati reciprocamente ad aggiornarsi nei prossimi mesi, anche per sensibilizzare gli istituti che non erano presenti alla riunione.





