Parco di Lambioi, inaugurazione con polemica: «Degrado e ritardi, nulla da festeggiare»

Parco di Lambioi, inaugurazione con polemica: «Degrado e ritardi, nulla da festeggiare»

Il parco di Lambioi è pronto a ripartire, ma non mancano le critiche e le perplessità: l’inaugurazione del “Parco fluviale del Piave” di martedì ha segnato la fine dei lavori di riqualificazione dell’area, ma ha riacceso le discussioni sui ritardi, sulle condizioni e sul futuro della “spiaggia” del capoluogo.

I lavori di riqualificazione

Distrutto dalla tempesta Vaia nel 2018, il Parco di Lambioi – con il suo recupero e il collegamento alla città – fu al centro di uno dei progetti presentati dall’amministrazione Massaro per i finanziamenti al primo bando della Rigenerazione Urbana (l’idea iniziale puntava al collegamento tra il parco e l’area della Veneggia, progetto poi sfumato ma che ha avuto comunque degli strascichi, tanto che la ciclopedonale di Via Tiziano Vecellio inaugurata un mese fa rientrava proprio all’interno di questo intervento); con un investimento totale di oltre 2,8 milioni di euro e quasi due anni e mezzo di lavori (ne era previsto uno e mezzo, cui si sono aggiunti una decina di mesi di ritardi), martedì l’intervento è stato inaugurato e presentato alla popolazione.

I lavori non hanno interessato solo i 65.000 metri quadri del parco, ma anche le vie d’accesso e l’accoglienza: è stata realizzata un’area camper da 18 posti all’ingresso dell’area (tra il Parco Emilio e quello fluviale), è stata ripristinata Via Lambioi con i sottoservizi e il sottopasso di Via dei Dendrofori (permettendo così l’accesso in sicurezza ai pedoni dal centro storico e dal parcheggio di Lambioi), sono state realizzate opere idrauliche per il contenimento del Piave e il rifacimento dei vialetti. Si è poi puntato molto sulla sicurezza, con rilevatori di quota del fiume collegati a un sistema d’allarme che chiude l’accesso al parco in caso di rischio esondazione.

Il prossimo passo sarà trovare il gestore di questi spazi: se l’area camper – oggi ancora chiusa e non utilizzabile – sarà assegnata a Bellunum, per la gestione del parco è quasi pronto il bando che dovrà individuare chi si occuperà di organizzare eventi, gestire i campi sportivi, allestire il chiosco e le aree picnic e provvedere alla cura e manutenzione del verde. «Stiamo lavorando da tempo al bando di gestione, ormai è pronto», ha annunciato il sindaco Oscar De Pellegrin; qualche dettaglio in più è arrivato dal vicesindaco Paolo Gamba che ha parlato di un affidamento pluriennale e di almeno cinque sfalci all’anno, con il bando in pubblicazione entro fine dell’anno e avvio della collaborazione con il 2027.

«Incuria e dubbi sul futuro»

Il taglio del nastro non ha mancato di riaccendere le polemiche che già nei giorni scorsi erano scoppiate sui social e sulla stampa: c’è infatti chi – come il consigliere comunale Massimo Garzotto, eletto in maggioranza nella lista Belluno al Centro e poi passato in minoranza al gruppo misto – aveva declinato l’invito a partecipare all’inaugurazione, segnalando le condizioni di incuria del parco e la fine di un progetto lontano dall’idea della “nuova Lambioi Beach” (a partire dalla annunciata “piscina naturale”, diventata un’opera idraulica di contenimento in caso di piena del Piave).

Anche il Partito Democratico non ha risparmiato le critiche: «Ci troviamo con un parco fluviale con erbacce e accessori datati, aree non curate, strutture rovinate e inutilizzabili: siamo ben lontani dalla Lambioi Beach che tutti ricordiamo. – evidenzia il segretario dell’unione comunale PD Belluno, Davide Noro – Crediamo ci sia ben poco da festeggiare, tanto più che parliamo di un’opera che ha visto pesanti ritardi nella sua realizzazione e che del bando di gestione – sapendo che per aggiudicare una gara bisogna che ci sia qualcuno che vi partecipi – leggiamo sulla stampa, ma su questo non abbiamo ancora visto nulla e un’amministrazione parla con gli atti».

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