Oltre 1.300 soccorsi in un anno: torna la campagna “Montagna Consapevole”

Oltre 1.300 soccorsi in un anno: torna la campagna “Montagna Consapevole”

Con l’estate tornano a riempirsi sentieri, ferrate e vie d’alta quota delle Dolomiti Bellunesi. Ma cresce anche il numero degli incidenti e delle richieste di aiuto. Per questo la Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi rilancia la campagna “Montagna Consapevole”, un’iniziativa che punta a diffondere una maggiore cultura della sicurezza e della responsabilità tra residenti e visitatori.

I numeri fotografano un fenomeno sempre più evidente. Nel 2025 il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto ha effettuato 1.199 interventi, soccorrendo complessivamente 1.354 persone. A questi si aggiungono 71 operazioni di ricerca che hanno coinvolto 79 escursionisti dispersi. Oltre la metà degli interventi, il 52%, ha riguardato l’escursionismo. Cadute, scivolate, problemi fisici, perdita dell’orientamento e sfinimento sono tra le principali cause degli incidenti. Spesso, spiegano dal Soccorso Alpino, all’origine delle emergenze ci sono anche una preparazione insufficiente, la scelta di itinerari non adeguati alle proprie capacità e un equipaggiamento poco adatto alle condizioni della montagna. L’identikit più frequente della persona soccorsa è quello di un uomo (67% dei casi), italiano (74%), impegnato in attività escursionistica. La fascia d’età maggiormente coinvolta è quella tra i 20 e i 30 anni, che rappresenta il 18% del totale degli interventi.

La campagna “Montagna Consapevole”, promossa insieme a Provincia di Belluno, Fondazione Dolomiti UNESCO, Ulss 1 Dolomiti, Cai Veneto, Guide Alpine del Veneto, Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, Agrav e Associazione Rifugisti Bellunesi, mette a disposizione un vademecum con undici regole fondamentali per affrontare la montagna in sicurezza. Tra le raccomandazioni principali ci sono la scelta di percorsi adeguati alla propria esperienza, la consultazione delle previsioni meteo, l’utilizzo di attrezzatura e abbigliamento idonei, una corretta pianificazione dei tempi di percorrenza e la comunicazione del proprio itinerario a qualcuno prima della partenza.

Non a caso, secondo i promotori dell’iniziativa, i cinque errori più frequenti sono partire senza controllare il meteo, affrontare percorsi troppo impegnativi, utilizzare calzature o attrezzature non adeguate, sottovalutare tempi e dislivelli e non comunicare a nessuno il tragitto previsto. «Ogni intervento del Soccorso Alpino rappresenta una persona che pensava di trascorrere una giornata piacevole in montagna e che si è trovata improvvisamente in difficoltà», sottolinea Elisa Calcamuggi, responsabile marketing della Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi. «Non possiamo eliminare ogni rischio, ma possiamo contribuire a ridurlo attraverso una migliore informazione. Promuovere le Dolomiti Bellunesi significa anche promuovere una corretta cultura della frequentazione della montagna». Anche il Soccorso Alpino evidenzia il valore della prevenzione, ricordando il lavoro svolto nel 2025 attraverso incontri pubblici, attività nelle scuole, campagne informative e centinaia di comunicati dedicati alla sicurezza in ambiente montano.

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