Vent’anni fa la Fabbrica di Pedavena rischiava di spegnersi. Oggi, quel rischio è diventato un anniversario da celebrare con orgoglio. La Festa dell’Orzo 2026 non è solo la grande kermesse estiva della Birreria Pedavena: è il racconto di una rinascita imprenditoriale che ha salvato un simbolo del Bellunese e lo ha trasformato in un motore culturale, turistico e produttivo.
La conferenza stampa di apertura ha rimesso al centro quella scelta del 2006, quando Birra Castello rilevò la fabbrica e Lionello Gorza la storica Birreria. Una decisione che, è stato ricordato, «Ha permesso di preservare uno dei simboli più importanti del territorio bellunese, garantendo continuità produttiva, occupazione e sviluppo». Da allora, Pedavena ha accolto 16 milioni di visitatori e servito oltre 12 milioni di litri di birra: numeri che raccontano meglio di qualsiasi slogan quanto quella rinascita abbia cambiato il destino del sito.
Oggi la Fabbrica è un pilastro del Gruppo Birra Castello: cento dipendenti, 433.000 ettolitri venduti nel 2025, marchi distribuiti in sedici Paesi. E mentre la produzione cresce, cresce anche l’innovazione. Tra 2025 e 2026 sono arrivati quattro nuovi prodotti, con la Castello Senza Glutine che ha fatto registrare un balzo impressionante: +55% nel 2025, +120% nel 2026, fino a essere proclamata Prodotto dell’Anno alla fiera di Rimini .
La Festa dell’Orzo diventa così il palcoscenico naturale per raccontare questa storia. Tre giorni – 10, 11 e 12 luglio – in cui Pedavena si trasforma in un parco tematico dedicato alla birra, alla comunità e alle eccellenze locali. L’apertura è affidata all’evento celebrativo dei vent’anni, con il presidente di Birra Castello Enrico Buttironi e i protagonisti del comitato che salvò la fabbrica. Poi musica, padel, laboratori, degustazioni, visite guidate e il ritorno della Birra Dolomiti Gravel, che quest’anno porta oltre duecento ciclisti da sette nazioni a pedalare tra Feltre, Zumelle, Vedana e il Lago di Corlo.
La domenica è il gran finale: la sfilata, i gruppi folk, gli sbandieratori, i quartieri feltrini, la Fanfara Alpina, gli ex birrai, la comunità intera che accompagna la tradizionale Botte del Mastro Birraio Nicola Gabrielli. Un rito che non ha bisogno di spiegazioni: è Pedavena che celebra se stessa.
E quest’anno c’è un simbolo in più: la Pedavena Prima Cotta, la birra in edizione limitata che rende omaggio alla prima cotta del 2006. Una lager da 4,6%, “dal deciso aroma di cereali, equilibrato da un amaro delicato e armonioso” e colorata dal Mais Pedavena, varietà autoctona recuperata negli anni ’80 e oggi coltivata dalla Cooperativa La Fiorita . È la birra celebrativa dei vent’anni, disponibile anche nella confezione speciale proposta dalla Bottega Dolomitica.
La Festa dell’Orzo 2026 non è solo un evento: è la prova che una fabbrica può diventare comunità, che un marchio può diventare identità, che una storia industriale può trasformarsi in un racconto collettivo. Vent’anni dopo, Pedavena non festeggia un traguardo: festeggia una rinascita che continua





