A che punto sono le opere olimpiche? Domanda semplice, risposta complessa. Dipende dalla geografia. Perché a Milano sono in anticipo, a Cortina invece sembra tutto fermo. Al netto della querelle sulla pista da bob, finita su un binario morto, chi passa sotto le Tofane non si immagina che lì, tra poco più di due anni, si disputeranno alcune gare a cinque cerchi.
Intanto, a Milano vanno avanti a spron battuto. Nei giorni scorsi il governatore della Lombardia ha rilasciato una dichiarazione precisa. «Per la tabella di marcia che riguarda la Regione Lombardia siamo non dico in anticipo ma quasi, nel senso che le opere delle quali noi ci siamo assunti l’onore di realizzarle stanno procedendo in maniera assolutamente regolare».
Va bene che Milano è la locomotiva d’Italia. Ma che il Veneto e Cortina diventino fanalino di coda… Tra l’altro il Bellunese è ancora in attesa di capire se la proposta di Zaia di avere gare “risarcitorie” al posto del bob è percorribile. Pare proprio di no, ma la speranza è sempre l’ultima a morire. A patto di battere un colpo. Almeno uno.





