A sei mesi dalla conclusione, le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano‑Cortina restano al centro del dibattito pubblico. Il nuovo report di Libera e della rete civica Open Olympics 2026 fotografa un quadro fatto di ritardi, costi in aumento e opere ancora ferme alla progettazione: in Veneto, 11 interventi su 25 risultano in slittamento rispetto alle tempistiche iniziali e la spesa complessiva è cresciuta di oltre 15,5 milioni di euro. Un’analisi che, secondo le associazioni, conferma criticità già emerse su trasparenza, governance e gestione finanziaria dei cantieri olimpici.
Su questo scenario interviene l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Cristina Guarda, che punta l’attenzione sulla situazione economica della Fondazione Milano‑Cortina e sui rapporti con le imprese coinvolte nei lavori.
«L’impresa Pizzarotti ha dovuto presentare un ricorso per decreto ingiuntivo contro la Fondazione Milano‑Cortina per farsi pagare le fatture della pista da bob, slittino e skeleton. È l’ennesima conferma che dietro l’organizzazione dei Giochi c’è una gestione economica fuori controllo, che ora coinvolge anche i rapporti con le imprese», dichiara Guarda.
«Lo Sliding Centre è lo stesso impianto che ha riportato danni per oltre un milione di euro durante le Olimpiadi, mai risarciti dalla Fondazione e lasciato in stato di incuria. Oggi scopriamo che a quei debiti si aggiungono anche le fatture non saldate: un quadro che certifica come la Fondazione non sia in grado di far fronte alle proprie obbligazioni, né verso i territori né verso chi ha realizzato le opere», prosegue.
«Tutto questo mentre a Cortina la nuova cabinovia Socrepes viaggia al 50% della capacità operativa nel primo anno di esercizio e resta il dubbio, mai chiarito, se le perdite di impianti come la pista da bob debbano essere coperte con i proventi di altri impianti o con i canoni degli alloggi comunali. Chiediamo trasparenza totale sui conti: i cittadini hanno diritto di sapere chi paga davvero per i debiti olimpici», aggiunge.
«Che il Comune di Cortina si chiami fuori dalla vertenza tra Pizzarotti e la Fondazione è la fotografia di un modello che scarica costi e responsabilità sui territori, senza alcun controllo democratico. Lo denunciamo da sei anni: le Olimpiadi di Milano‑Cortina si confermano un’operazione a debito, il cui conto continueranno a pagarlo i cittadini veneti, eredità dello stile di gestione di Zaia e della Lega», conclude Guarda.





