Offese alla Polizia di Belluno, gli agenti definiti «criminali»

Offese alla Polizia di Belluno, gli agenti definiti «criminali»

Difficile dire se si tratta di no vax, no mask, o no green pass. Di certo c’è che le offese agli agenti della Polizia stavolta ha passato il segno. Tanto che il Sap (sindacato autonomo polizia) ha chiesto al Questore di Belluno di intervenire. Del resto, chi ha usato Facebook per scaricare insulti e offese ha nome e cognome.

È successo tutto a fine gennaio. Il 28 la Questura di Belluno, sul suo profilo social, ha postato la foto di alcuni agenti del servizio di sicurezza e soccorso in montagna. Tre operatori in divisa durante un servizio di polizia sulle piste da sci. Qualche giorno dopo, in mezzo a tanti commenti di saluto e complimenti, ecco comparire le offese. 

«Spero che vi spaccate tutte le ossa sbirri di merda dovete morire» scrive un utente, il cui profilo è un coacervo di post di fake news relative a Covid e vaccino. «Infami solo infami» aggiunge un altro. E c’è anche chi si atteggia da leguleio: «Buongiorno traditori della Patria. Vi ricordo che portare la mascherina è reato penale articolo 85 Tulps (Testo unico leggi pubblica sicurezza, ndr): vi siete scordati il giuramento che avete fatto sulla Costituzione, vi ho visto chiudere le nostre attività per una pezza di carta, andate in giro a controllare i Green pass e sanzionate chiunque. Vergognatevi traditori della patria state violando le nostre leggi e la Costituzione. Siete dei criminali luridi voi e chi vi dà il buongiorno la mattina. Ci state perseguitando in nome dei decreti leggi incostituzionali dichiarati dal Tar del Lazio giudice di Frosinone giudice di Reggio Emilia».

Si tratta di un’escalation di animosità verbale che sta coinvolgendo diverse categorie e adesso è arrivata anche agli uomini in divisa. Ferma la presa di posizione del Sap: «Le frasi riportate, chiaramente lesive dell’immagine della Polizia di Stato e dei suoi operatori sono attualmente visibili sulla pagina della Questura e accessibili da chiunque, anche da chi non ha un profilo sulla piattaforma, mediante una semplice ricerca su google. È evidente che tale ultima circostanza rende esponenziale la portata lesiva delle affermazioni diffamatorie». 

Da qui la richiesta al Questore, «ad assumere tutte le determinazioni che riterrà necessarie per tutelare l’immagine della Polizia di Stato e dei suoi appartenenti». 

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