Il Fondo Comuni confinanti avvia la programmazione d’area vasta 2019-2024. Soldi per altri 6 anni per i 15 territori bellunesi dirimpettai di Trento e Bolzano. Con diverse novità, a partire dall’alleggerimento dell’iter amministrativo in capo ai Comuni.
Infatti, per quanto riguarda le modalità di presentazione dei progetti (per la nuova programmazione 2019-2024 ci sono sei mesi di tempo), viene introdotta la possibilità di trasferimento delle risorse direttamente alle Province, con l’aggiunta dell’anticipo del 10% delle spese per gli interventi approvati. I Comuni inoltre potranno presentare interventi per stralci e avranno diritto in anticipo al 5% dell’ammontare delle risorse approvate per i progetti di fattibilità. Si tratta di un passaggio che consente di avere subito a disposizione le risorse per una progettazione migliore e dettagliata, che quindi presenta meno inghippi nell’attuazione.
L’altra grande novità è rappresentata dalla creazione di un plafond da 2,6 milioni per Belluno, a valere sul quale il Comitato paritetico può presentare progetti bilaterali o di particolare rilevanza, in concertazione con i territori.
Particolare attenzione è stata riservata al potenziamento degli uffici decentrati del Fondo, con risorse dedicate e utilizzabili per assunzioni e personale tecnico; per Belluno significa circa 400mila euro l’anno per tutte le sei annualità della programmazione. «Si tratta di una misura importante per gli uffici territoriali di gestione delle risorse Fcc – commenta Paolo Perenzin, consigliere provinciale delegato al Fondo Comuni confinanti -. In Provincia il grande lavoro fatto dai nostri tecnici ha garantito una regia costante e un supporto riconosciuto per l’area vasta. E questo rafforzamento consentirà di continuare su questa strada, per cui ringraziamo l’attuale presidente del Comitato paritetico e il suo predecessore». «È un ulteriore tassello nell’esercizio dell’autonomia dei territori» afferma Dario Bond, presidente del Comitato paritetico. «Lo spirito del Fondo è sempre stato quello di ridurre il gap tra Province autonome e territori contermini. Rafforzando gli uffici decentrati del Fondo, dando a ogni Provincia piena autonomia nel gestire le pratiche, andiamo proprio in questa direzione».
Tra le altre novità degne di nota, anche l’inserimento di un limite minimo per progetti strategici, che devono ammontare almeno a 1,5 milioni (con possibilità, però, di deroga da parte del Comitato paritetico in caso di interventi particolarmente significativi.
«Bene il nuovo regolamento, ma adesso è il momento di spostare il focus dell’attenzione dalle regole alle buone politiche per i territori, mettendo in campo progetti veramente strategici e di area vasta» commenta l’ex presidente del Comitato paritetico, Roger De Menech. «La prima fase è stata quella di rimettere in moto il fondo. Adesso spetta ai territori e alla politica farlo diventare un vero propulsore dello sviluppo».





