Morte durante il turno notturno: «Servono verifiche immediate»

Morte durante il turno notturno: «Servono verifiche immediate»

Una tragedia che avrebbe dovuto segnare un punto di svolta. E invece, secondo l’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate, poco o nulla sarebbe cambiato dopo la morte di Pietro Zantonini, il lavoratore deceduto durante un servizio notturno e per di più — come sottolineato dall’Associazione — senza la qualifica di Guardia Giurata.

«Sono state inviate queste foto e stentiamo a crederci», dichiara il presidente Giuseppe Alviti, riferendosi alle segnalazioni sulle condizioni operative nei cantieri collegati agli eventi olimpici. «Dopo quanto accaduto al povero Zantonini, la situazione nel cantiere della vigilanza per le Olimpiadi è ancora questa». Un’accusa diretta, che punta il dito su turni solitari, postazioni non adeguate e presunti impieghi impropri di personale non qualificato.

Per l’Associazione, la tragedia avrebbe dovuto aprire una stagione di controlli rigorosi e verifiche capillari. Ma le segnalazioni ricevute — sostengono — raccontano un quadro diverso: postazioni lasciate inalterate, protocolli di sicurezza non aggiornati e una gestione dei turni che continuerebbe a esporre gli operatori a rischi concreti.

Da qui la richiesta di un intervento immediato. «Come Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate chiediamo verifiche urgenti sulle condizioni lavorative non solo a Cortina, ma in tutta Italia», ribadisce Alviti. Nel mirino ci sono soprattutto i turni notturni, l’utilizzo di personale non qualificato, la mancanza di dispositivi di sicurezza adeguati e la conformità delle postazioni ai requisiti minimi previsti dalla normativa.

La morte di Zantonini, secondo l’Associazione, non può essere trattata come un incidente isolato. È il sintomo di un sistema che necessita di interventi strutturali, maggiore formazione e controlli continui. Un settore, quello della vigilanza privata, che da anni chiede più tutele, condizioni più eque e una gestione del lavoro che non scarichi sugli operatori responsabilità sproporzionate rispetto ai mezzi a disposizione.

La sicurezza, sottolinea ancora l’Associazione, non può essere lasciata all’improvvisazione o alla logica del risparmio. Servono regole chiare, vigilanza costante e un rispetto rigoroso delle normative, soprattutto in contesti delicati come i cantieri legati ai grandi eventi.

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