“Veneto e Friuli un’unica Regione”. Il BARD: “Finalmente se ne parla”

“Veneto e Friuli un’unica Regione”. Il BARD: “Finalmente se ne parla”

La proposta è destinata – senza dubbio – a far discutere. In Consiglio regionale il capogruppo di Liga Veneta Repubblica, Alessio Morosin, ha lanciato l’idea di convocare un consiglio congiunto Veneto–Friuli Venezia Giulia per aprire un confronto ufficiale sulla possibilità di una fusione tra le due Regioni.

Un’ipotesi politica forte, che Morosin lega direttamente alla questione del residuo fiscale e ai limiti imposti – a suo dire – dalla recente sentenza n.192/2024 della Corte costituzionale. «Sul bilancio rischiamo di litigare sulle briciole» ha affermato in aula. «Le decisioni vere vengono prese altrove, mentre dal Veneto escono milioni di euro al giorno. In due ore di Consiglio ne sono già usciti tre. È come andare al ristorante, consumare per 100 e pagarne 125: la differenza la paghiamo per altri». Secondo il consigliere l’unica strada percorribile per garantirsi “forza politica reale” sarebbe utilizzare lo strumento già previsto dall’articolo 132 della Costituzione, che consente la fusione di Regioni. «Se Roma non vuole darci l’autonomia, dobbiamo costruircela con ciò che la Carta costituzionale ci mette a disposizione. Serve uno scossone vero, una proposta che cambi le regole del gioco».

Morosin immagina una macroregione da oltre 6,5 milioni di abitanti, capace – sostiene – di incidere davvero sul piano nazionale: «Un progetto che conviene sia al Veneto sia al Friuli. Non possiamo limitarci a gestire l’esistente: i cittadini chiedono risposte, e noi abbiamo il dovere di costruire una prospettiva».

Il BARD: “Ne parliamo da anni, ora anche Venezia ci arriva”

A stretto giro è arrivato anche il commento del BARD – Belluno Autonoma Regione Dolomiti, che accoglie con favore il dibattito aperto da Morosin. «È una soddisfazione vedere che finalmente se ne parla anche a Venezia» afferma il movimento. «Per anni abbiamo chiesto che venissero applicati gli strumenti dell’articolo 132 della Costituzione. Ora qualcuno si accorge che la retorica non basta più e che servono soluzioni concrete». Il BARD ricorda poi le tappe storiche che interessano il Bellunese: dal referendum del 2013 per il passaggio al Friuli Venezia Giulia di Pieve di Cadore, alle difficoltà legate alla richiesta di Sappada, fino al trasferimento del Comune sotto Udine nel 2017. Un percorso che, secondo il movimento, dimostra come «L’intera provincia avesse già indicato questa strada», anche alla luce delle richieste — bocciate a Roma — per una regione dolomitica insieme a Trento e Bolzano. «Il fatto che il tema abbia ora attecchito anche in pianura e sia arrivato fino a Venezia dimostra che forse ci avevamo visto giusto» conclude il movimento.

Il dibattito si accende

La proposta di Morosin ha riacceso un tema che torna ciclicamente nel panorama politico veneto: quello della ricerca di forme più forti di autonomia, quando non di veri e propri ridisegni istituzionali. Il confronto, ora, passa al Consiglio regionale — e, forse, ai palazzi di Trieste.

(immagine generata con l’Intelligenza Artificiale)

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