La montagna ampezzana alza l’asticella della sicurezza e della qualità dell’accoglienza. Oggi, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, altri cinque rifugi dell’area di Cortina hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento di “Rifugio Sano e Sicuro”: Col Gallina, Di Bona, Son Forca, Scoiattoli e Malga Ra Stua. Un traguardo importante, che si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio ricettivo montano in vista dei grandi eventi olimpici e del crescente afflusso turistico.
Un progetto nato tra le Dolomiti, ora modello regionale
Il progetto “Rifugi Sani e Sicuri”, promosso dal Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 1 Dolomiti, punta a migliorare la qualità, la sicurezza sanitaria e la promozione della salute nei rifugi alpini. Per ottenere la certificazione, le strutture devono rispettare la normativa igienico-sanitaria e soddisfare almeno cinque requisiti tra cui:
- disponibilità di defibrillatore DAE e personale formato al suo utilizzo (corso BLSD),
- menù con indicazioni su allergeni e opzioni senza glutine,
- controllo dell’approvvigionamento idrico e prevenzione della legionellosi,
- strumenti per la misurazione della pressione,
- promozione della prevenzione solare e del melanoma.
Ad oggi, 52 rifugi hanno completato con successo il percorso.
Cerimonia al Col Gallina: istituzioni e comunità unite
La giornata si è aperta con la consegna della targa e del defibrillatore al Rifugio Lagazuoi, apprezzato anche per la sua accessibilità alle persone con disabilità. Il momento clou si è svolto al Rifugio Col Gallina, con gli interventi dell’assessore Lanzarin, del commissario ULSS Giuseppe Dal Ben e dell’assessora comunale Monica De Mattia.
Presenti anche numerosi rappresentanti della comunità ampezzana e dei partner del progetto: AGRAV, CAI, Confcommercio, Soccorso Alpino, la Commissione Medica Centrale CAI e la Direzione Prevenzione della Regione Veneto.
Formazione e prevenzione: la montagna che salva
Durante la cerimonia sono stati consegnati anche i diplomi BLSD ai rifugi che hanno investito nella formazione del personale: tra questi, Città di Fiume, Aquileia, Pranolz (che ha celebrato i 165 anni di attività), Lago d’Ajal e Peziè de Parù. Il corso, organizzato dal SUEM 118 a maggio, ha coinvolto oltre 20 partecipanti. Non è mancato un gesto simbolico ma concreto: la misurazione della pressione agli escursionisti presenti, a sottolineare l’attenzione alla salute anche in alta quota.
Lanzarin: «La montagna è bella, ancor più se sicura»
«Avere un defibrillatore in quota e rifugisti formati è fondamentale per garantire la catena della sicurezza – ha dichiarato l’assessore Lanzarin –. Importante anche la promozione di stili di vita sani e l’accessibilità dei rifugi. La montagna è bella, ancor più se sicura e promotrice di salute». Il progetto, nato in ULSS Dolomiti, è ora modello per tutta la Regione Veneto, che ha affidato all’azienda sanitaria bellunese il coordinamento della Rete Regionale dei Rifugi Sani e Sicuri, inserendolo nel Piano Regionale di Prevenzione.
Un passo avanti verso le Olimpiadi
«È un grande lavoro di rete – ha sottolineato il commissario Dal Ben – che ci fa sentire parte di una comunità viva. Alzare il livello qualitativo delle strutture, in vista dell’evento a cinque cerchi, è un passo avanti che l’azienda sanitaria sostiene con convinzione».





