Nella notte tra il 18 e il 19 ottobre, Asiago è stata teatro di una tragedia che ha spezzato tre giovani vite e ne ha segnate altre due. Cinque ragazzi, tutti tra i 20 e i 21 anni, stavano rientrando da una festa di compleanno a Lavarone quando la loro Peugeot 207 si è schiantata contro la rotatoria di via Verdi, divellendo la fontana centrale e ribaltandosi. Nicola Xausa, Pietro Pisapia e Riccardo Gemo sono morti sul colpo.
Tra i due sopravvissuti, Mirko Bez, 21 anni, bellunese, è il più grave. Ricoverato in codice rosso all’ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa, ha riportato fratture alla teca cranica, contusioni toraciche e un ematoma subdurale. È attualmente in terapia semintensiva, sotto stretta osservazione
Il nome di Mirko Bez non è nuovo alle cronache. Nel 2022, ricevette il Premio San Martino (nella foto di archivio Bez, a destra, sul palco del Teatro comunale con il sindaco Oscar De Pellegrin e l’altro premiato, il fotografo Marco De Bettio) dal Comune di Belluno per un gesto che aveva commosso la comunità: durante una giornata di sci a Bormio, salvò la vita a un turista americano travolto da una slavina. Mirko, allora diciottenne, non esitò a lanciarsi tra la neve per liberare l’uomo, praticandogli le prime manovre di soccorso in attesa dell’arrivo dei sanitari. Un atto di coraggio che gli valse il riconoscimento ufficiale e l’ammirazione di tutta la città.
Oggi, quel giovane che aveva salvato una vita si trova a lottare per la propria. Il destino ha voluto che fosse proprio lui il festeggiato della serata: il gruppo era salito a Lavarone per celebrare il suo compleanno. Una festa che sulla strada del ritorno si è trasformata in incubo, in un boato che ha squarciato la notte e il cuore di due province.





