Minibus per collegare le frazioni al centro: è l’idea della lista “Cambiamento e Sviluppo”

Minibus per collegare le frazioni al centro: è l’idea della lista “Cambiamento e Sviluppo”

Un servizio trasporti con minibus dalle periferie al centro nei giorni di mercato e per le visite mediche. È la proposta della squadra di “Cambiamento e Sviluppo”, a sostegno di Massimo Bortoluzzi alle prossime amministrative nel Comune di Alpago. 

«Un territorio vivibile, con una elevata qualità della vita, è un territorio con servizi e attenzioni particolari alle categorie più fragili, in particolare giovanissimi e anziani. Noi crediamo che queste attenzioni debbano essere concrete e per questo abbiamo un progetto di collegamento a chiamata tra le frazioni e il centro» afferma il candidato sindaco, Massimo Bortoluzzi. «Come fare? Attraverso l’appoggio delle associazioni di volontariato, vero motore del territorio e supporto imprescindibile di qualsiasi amministrazione locale. In un gioco di squadra che prevede l’aiuto ai volontari da parte del Comune, con contributi adeguati».

Il progetto proposto da “Cambiamento e sviluppo” parte dall’idea di realizzare un vero servizio a chiamata, in particolare per anziani, persone con disabilità e soggetti fragili. Ma l’attenzione va anche ai più giovani. «Vogliamo che i ragazzi abbiano tutti le stesse possibilità di accedere ai servizi, alle associazioni sportive e simili, quelli che vivono nelle zone più periferiche come quelli che abitano più vicini al centro» sottolineano dalla lista che sostiene Massimo Bortoluzzi. «Ci attiveremo anche con Dolomitibus per sperimentare un collegamento con la frazione di Santa Croce, oggi non servita dal trasporto pubblico».

In programma c’è anche la “badante di quartiere”, per un servizio della collettività. «Una figura di sostegno per gli anziani, in un ruolo attivo che la comunità può svolgere, anche in un’ottica di scambio tra nuove e vecchie generazioni» continua Massimo Bortoluzzi. «Purtroppo la casa di riposo di Puos è ancora chiusa, a distanza di quasi dieci mesi dall’alluvione di dicembre. E questo causa pesanti disagi non solo per gli anziani ospiti, ma anche per gli operatori e per i familiari. Serviva una programmazione diversa nella risoluzione del problema. Da parte nostra, proponiamo l’assegnazione di stanze da adattare a circoli per gli anziani: stimolare l’incontro significa prevenire i fenomeni dell’abbandono sociale e della depressione».

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