«Messa in sicurezza degli edifici? Ai Comuni bellunesi nemmeno un centesimo»

«Messa in sicurezza degli edifici? Ai Comuni bellunesi nemmeno un centesimo»

Nessun Comune bellunese è fra gli assegnatari dei contributi statali per la “realizzazione di opere pubbliche, orientate alla messa in sicurezza di edifici e del territorio”, in vista del 2020.

E Dario Scopel sbotta: «È una vera e propria doccia fredda – commenta il coordinatore provinciale di Forza Italia e sindaco di Seren del Grappa -. Abbiamo monitorato costantemente la situazione, anche grazie all’appoggio, da Roma, del nostro parlamentare Dario Bond, in modo da dare ai richiedenti tutta l’eventuale assistenza di cui avessero bisogno per le domande, ma purtroppo senza esito. Come prevedibile, le richieste arrivate al ministero sono state moltissime, pari a oltre 3 miliardi di euro: si è andati quindi al riparto che però, ancora una volta, vede esclusi e beffati gran parte dei Comuni più virtuosi, soprattutto del nord Italia». 

Tre, invece, le realtà venete assegnatarie, per un totale di 2,5 milioni di euro (su 400 milioni): «Metà della somma erogata – incalza Scopel – andrà a Comuni con i conti in disavanzo. Ma solo perché, rispetto allo scorso anno, è stato fissato il tetto del 50 per cento, altrimenti sarebbero stati ancora di più. Chi amministra la “cosa pubblica” da brava formichina, cercando di spendere bene le risorse dei cittadini, rimane quindi deluso e beffato».

Secondo il coordinatore di Forza Italia, il danno è duplice: «Da un lato i Comuni più virtuosi non possono accedere a dei fondi attesi e necessari; dall’altro – e il fatto è per certi versi ancor più grave – passa l’ennesimo messaggio che a essere premiato è chi amministra allegramente i nostri Comuni, con buona pace di autonomia, specificità, attenzione alle terre disagiate e spopolamento delle zone di montagna». 

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