Ha attraversato confini, valli e montagne in poche settimane, spingendosi dalle Dolomiti bellunesi fino all’Austria. È il viaggio di “Mirco”, giovane lupo in dispersione seguito grazie a un radiocollare satellitare. Il suo percorso, documentato nell’ambito di uno studio scientifico coordinato dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi insieme all’Università di Sassari e alla Provincia di Belluno, racconta in modo concreto una delle fasi più importanti della vita del lupo: quella in cui un esemplare giovane lascia il branco per cercare un proprio territorio e una compagna.
Mirco, maschio di circa un anno di età e 31 chili di peso, apparteneva al branco dell’area della Cajada. Tra marzo e inizio maggio è rimasto stabilmente nel territorio di origine, prima di avviare la dispersione. Da quel momento il suo viaggio è stato rapido e continuo. Il 9 maggio era in Cadore, nei pressi di Perarolo; pochi giorni dopo ha raggiunto l’area di Auronzo e di Giralba, fino a superare in una sola giornata le Tre Cime di Lavaredo e arrivare a nord di San Candido. Il 15 maggio ha varcato il confine con l’Austria, dove è rimasto per gran parte del mese. Nei primi giorni di giugno il rientro in Alto Adige, con spostamenti nell’area di Lappago, prima di tornare nuovamente in territorio austriaco, nella valle della Zillertal, dove si trova attualmente.
Una sequenza di movimenti che conferma come i giovani lupi in dispersione possano percorrere grandi distanze in tempi molto brevi, attraversando senza difficoltà i confini amministrativi. Proprio questo aspetto ha reso necessario il confronto tra territori. I dati raccolti dal radiocollare sono stati infatti condivisi con i responsabili della gestione faunistica dell’Alto Adige, nell’ottica di una collaborazione più ampia tra enti impegnati nella tutela della fauna selvatica. Dal Parco viene evidenziata l’importanza dello scambio di informazioni scientifiche per comprendere meglio la distribuzione e il comportamento dei lupi sulle Alpi, mentre dalla Provincia si sottolinea come esperienze come quella di Mirco dimostrino la necessità di una gestione coordinata che vada oltre i singoli confini.





