«Lupi, ora basta con le prese in giro: le istituzioni devono agire»

«Lupi, ora basta con le prese in giro: le istituzioni devono agire»

Il tema del lupo continua a incendiare il dibattito politico e sociale in Veneto. E nel Bellunese. Nonostante la crescita costante della popolazione del predatore, con oltre 200 esemplari stimati sul territorio regionale, detta dell’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali «le istituzioni sembrano procedere a rilento».

Nei giorni scorsi Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, ha ribadito che la Regione «avrà strumenti adeguati solo dopo l’aggiornamento della normativa nazionale», richiamando gli obblighi comunitari di tutela della specie. I numeri, del resto, parlano da soli. In Veneto il lupo occupa circa 7.000 chilometri quadrati (il 37% del territorio), con una densità superiore persino a quella di Yellowstone, dove nel 2024 i lupi censiti erano 124. In Italia la popolazione complessiva supera i 3.600 esemplari, più che in Spagna o Romania.

Eppure, mentre Paesi come Germania, Svizzera e Francia ricorrono da anni alle deroghe previste dalla Direttiva Habitat per autorizzare l’abbattimento legale di centinaia di capi ogni anno, la Regione Veneto non ha mai chiesto al Ministero dell’Ambiente interventi di contenimento.

«Un esempio arriva dall’Alto Adige: lo scorso agosto la forestale ha soppresso un lupo di 45 chili responsabile di decine di predazioni, dopo un iter autorizzato da Ispra e ministero, nonostante i ricorsi delle associazioni ambientaliste». Il malcontento cresce anche di fronte a progetti costosi e giudicati inefficaci. È il caso del piano da 220 mila euro dell’Università di Sassari per radiocollarare i lupi e dotare di collari con feromoni alcuni capi di bestiame. In quattro anni, però, solo sei lupi sono stati catturati, a fronte di oltre 200 presenti.

A livello internazionale, la differenza di approccio è evidente. La Svezia ha ridotto drasticamente il numero dei lupi, portandoli a 200 esemplari su un territorio una volta e mezza più grande dell’Italia. In Svizzera, nel biennio 2023-2025, sono stati abbattuti circa 150 lupi sui 314 censiti. In Italia, invece, il prelievo massimo autorizzato non supera il 3-5% della popolazione.

Da qui l’accusa più forte: «La Regione Veneto ha gli strumenti per intervenire, ma non li utilizza. Continuare a scaricare le responsabilità su Bruxelles», attaccano gli allevatori. Il confronto resta aperto. Ma intanto, mentre le predazioni continuano a colpire gli allevamenti, la distanza tra politica e territorio rischia di diventare sempre più profonda.

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