Conoscere il mondo delle api: dalla A alla Z. Anzi, “Dalla A alla bzzzzz”. Prosegue il nostro alfabeto “apistico”, curato da Claudio Mioranza. Ecco il tredicesimo capitolo
K di Karl von Frisch: fondamentale per l’apicoltura moderna è stato lo studioso austriaco Karl von Frisch (1886-1982). Grazie a lunghi anni di osservazioni sulle api, insieme ai suoi colleghi riuscì a comprendere il linguaggio di questi insetti quando devono indicare delle fonti nettarifere.
La particolarità di tali comunicazioni delle api bottinatrici è che avvengono in alcune porzioni di favo, dette sale di ballo, sotto forma di danze ondulanti e con varie forme: dal semplice cerchio a un percorso “a otto”.
Maggiore sarà la disponibilità di nettare, più frenetica sarà la danza dell’ape per attirare l’attenzione dalle sorelle e condurle poi al cibo. Inoltre, per incentivarle ulteriormente, viene trasmessa pure una parte del profumo dei fiori visitati tramite la trofalassi.
Sempre dai suoi studi, von Frisch fu il primo a intuire la visione degli occhi complessi delle api: in
particolare come riconoscessero i vari colori e la percezione della luce polarizzata, capacità importante per potersi orientare nelle giornate nuvolose e riconoscere alcuni fiori melliferi che, con i riflessi dei colori dei loro petali, sfruttano tale visione per attirare le api
Gli studi e le scoperte avvenute nel corso degli anni, permisero a von Frisch di ottenere il prestigioso premio Nobel per la Medicina, nel 1973, insieme a Konrad Lorenz e Nikolaas Tinbergen.
I suoi studi furono ripresi e ampliati poi da Jurgen Tautz, autore del bellissimo libro “Il ronzio delle api”. Nella prefazione, afferma che più si riesce a penetrare nella vita misteriosa delle api, più grande sarà il nostro stupore e la ammirazione per quanto ci insegnano. Karl von Frisch disse una volta che «una colonia d’api è come un pozzo magico: più acqua si preleva, più ne arriva».
Alla prossima scoperta, bzzzzzzz!
Claudio Mioranza – Apicoltore dolomitico





