Gianfranco Orsini oggi si batterebbe per il prolungamento dell’autostrada. È il concetto emerso dal convegno di studi sulla figura del parlamentare bellunese della Dc, organizzato sabato scorso (30 novembre) a Mel dal Circolo Cultura e Stampa Bellunese in collaborazione con la Provincia. Un concetto che è venuto fuori dalle pennellate sul politico Orsini (1924-2008), presidente della Provincia dal 1965 al 1967 e poi dal 1970 al 1972, deputato alla Camera per cinque legislature consecutive dal 1972 al 1992, promotore della ricostruzione post Vajont, dell’industrializzazione del Bellunese e di una proposta di legge costituzionale per trasformare Belluno in provincia autonoma.
Quanto alle infrastrutture, Orsini punterebbe oggi a collegare il Feltrino con la Pedemontana e a prolungare la A27. Lo ha detto Emilio Neri, senatore bellunese della Dc, ricordando il suo rapporto stretto con Orsini. «Orsini aveva capito che lo spopolamento della montagna è figlio della mancanza di infrastrutture» ha detto Neri. «Lui si batteva perché all’Italia mancava uno sbocco a Nord e in particolare mancava la Venezia-Monaco».
Tanto basta per rinfocolare il dibattito attorno al prolungamento autostradale, che da decenni infiamma il Bellunese. E spacca: da una parte chi lo ritiene indispensabile, dall’altra chi non vuol neanche sentirne parlare.






