Conoscere il mondo delle api: dalla A alla Z. Anzi, “Dalla A alla bzzzzz”. Prosegue il nostro alfabeto “apistico”, curato da Claudio Mioranza. Ecco il quattordicesimo capitolo
L come Ligustica: in Italia esistono varie razze di apis mellifera utilizzate in apicoltura. La principale e più importante razza è la ligustica.
Selezionata agli inizi e nel corso del Nocecento da professionisti bolognesi, seppe distinguersi per la sua grande resistenza, numerosa popolazione e la predisposizione al lavoro. Quindi per la produzione di miele con il suo caratteristico addome giallo: non a caso è detta anche ape d’oro. Tali caratteristiche la portarono ben presto a diffondersi e a essere utilizzata da nord a sud in tutta l’apicoltura italiana. E successivamente in Europa e resto del mondo. Oggi comunque vengono utilizzate altre razze che, nell’incrocio con la ligustica, hanno creato degli ibridi con caratteristiche simili ma distanti dalla selezione originale fatta inizialmente.
Esistono degli allevatori di regine che preservano o cercano di migliorare gli standard della apis mellifera ligustica. Standard che, in termini di purezza, si riscontrano in alcuni angoli sperduti del mondo come l’isola di Kangaroo, in Australia, dove le regine sono arrivate alla fine dell’Ottocento e rimaste tutelate da ibridazioni per la politica protezionistica e il divieto di introduzione di nuove specie attuata dal governo australiano.
Ricordiamo anche l’ape nera sicula, una specie autoctona diffusa in Sicilia e oggetto di un recupero genetico e tutelata dal presidio slow-food. Ma anche l’apis mellifera carnica di origine del Nord Europa che meglio si adatta ai climi e territori nel nord Italia, ampiamente diffusa e utilizzata in provincia di belluno per la sua resistenza, docilità e produzione al pari delle sorelle ligustiche.
Bzz, alla prossima puntata!
Claudio Mioranza – Apicoltore dolomitico





