«Le restrizioni Covid mazzata per i rifugi». L’appello durante il Pelmo d’Oro

«Le restrizioni Covid mazzata per i rifugi». L’appello durante il Pelmo d’Oro

Doveva essere un fuori programma. Una carrambata. E così è stato. Le celebrazioni del Pelmo d’Oro – il premio della Provincia che dal 1998 riconosce i meriti di alpinisti e cultori dello spirito alpino – hanno avuto come teatro Cesiomaggiore, ieri (sabato 24 luglio). E a Cesio non si può non parlare di Daniele e Ginetta Castellaz (nella foto sotto), che per anni hanno gestito il rifugio Boz in Val Canzoi. La carrambata è stata proprio un riconoscimento speciale ai due Castellaz. Per Daniele è stata l’occasione per sollevare un problema che sta a cuore a lui e ai tanti rifugisti bellunesi, braccati dalle misure anti-Covid.

«Aiutiamo i rifugi» ha detto Daniele Castellaz. «All’interno della specificità della provincia montana, i rifugi sono una ulteriore specificità. E le nuove restrizioni anti-Covid rischiano davvero di distruggere il lavoro di tante persone, e di far male alla montagna autentica».

L’appello è andato dritto ai politici, presenti in sala. E il pensiero è corso all’estate appena partita in quota. A come sarà e alle difficoltà di un settore – quello del turismo – che ha patito assai la pandemia.

IL PREMIO

Lo sanno bene i soci del Cai di Mestre, insigniti del Pelmo d’Oro 2021 – Speciale Dolomiti Unesco – per la gestione in proprio del Rifugio Galassi, un piccolo gioiello incastonato nell’Antelio e da decenni portato avanti a turno dai soci Cai, come fosse una cordata di volontari.

Premio per l’alpinismo in attività all’altoatesino Christoph Hainz che nel 2019 ha compiuto un’impresa alpinistica sulla parete sud della Cima Grande di Lavaredo. All’agordino Eugenio Bien è andato il Pelmo d’Oro per la carriera alpinistica, mentre al bellunese Giuliano Dal Mas, autore di numerose pubblicazioni, il riconoscimento per la cultura alpina. 

Il Premio speciale della Provincia di Belluno è stato assegnato a Giuseppe Tabacco (nella foto sotto), fondatore e titolare delle Edizioni Tabacco. «Il legame tra la mia casa editrice e Belluno è sempre stato particolare e direi importante – ha commentato il signor Tabacco -. Già nel 1968, con Piero Rossi e Mario Brovelli abbiamo fatto una cartina di questo territorio, con le alte vie appena realizzate: la 1 e la 2, che sarebbe nata proprio quell’anno. E poi nel 2008 abbiamo realizzato la carta del Cammino delle Dolomiti».

Infine, premio alla memoria di Giuliano De Marchi, all’alpinista e farmacista carpigiano Dante Colli.

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