Latterie Aperte, alla scoperta dei gusti della Valbelluna (con il “nodo latte”)

Latterie Aperte, alla scoperta dei gusti della Valbelluna (con il “nodo latte”)

Succede che due terzi delle latterie bellunesi operino in Valbelluna; succede che i 30mila quintali di latte finora lavorati all’anno stiano calando per mancanza di produttori, nonostante la richiesta di formaggi sia alta; succede anche che siano gli stessi ristoratori tuoi clienti a suggerirti di alzare i prezzi, perché i loro avventori si dicono disposti a pagare di più per un prodotto di questa qualità: succede che “Latterie Aperte in Valbelluna” torna per la diciassettesima edizione e tra tecnica, sapori e storia apre le riflessioni sulla situazione dei “piccoli” del settore primario bellunese.

Latterie Aperte 2025, tra gusto, lavoro e futuro

Partiamo dal programma: la giornata principale del calendario è quella di domenica 1 giugno. Sarà quella la giornata in cui le latterie di Camolino, di Frontin. di Sant’Antonio Tortal, di Lentiai, di Sedico e di Valmorel, insieme all’Agriturismo La Schirata e la società agricola Il colle del tiglio, apriranno le porte ai visitatori per mostrare le lavorazioni dei formaggi e per coinvolgerli nelle diverse attività.

La rassegna però partirà prima, già venerdì 16 con la prima cena a tema; sabato 24 doppio appuntamento, al Rifugio Pranolz con la passeggiata all’anello di Cavernere e degustazioni di formaggi, e al Centro Al Vejò di Valmorel con l’incontro “Agricoltura di montagna e resilienza contadina”.

Spazio anche alla storia: quella del castelliere di Noal a Sedico, con la visita al sito nei pomeriggi di domenica 25 maggio e 1 giugno, e quella dell’ex latteria di Bolzano Bellunese a Belluno che la sera di sabato 31 maggio e la mattina di lunedì 2 giugno permetterà di ammirare la sala di lavorazione del latte, dove sono ancora conservate le attrezzature di cinquant’anni fa.

Non mancano poi gli appuntamenti a tavola – quattro oltre a quello “inaugurale” – , guidati dagli assaggiatori di ONAF Belluno – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi

Il “nodo latte” e il Tavolo Bianco

La presentazione dell’edizione 2025 al Polo Culturale di Sedico – alla presenza del presidente dell’Unione Montana Valbelluna Stefano Cesa, del suo vice Christian Roldo e degli assessori Michele Talo e Marco Dall’O’ – è stata anche l’occasione per le latterie per fare il punto sullo stato di salute. Il mercato è sano, c’è richiesta di prodotti, ma al tempo stesso non c’è abbastanza latte per soddisfare le esigenze di produzione: quasi tutti i presenti hanno segnalato un calo dei conferimenti negli ultimi anni – c’è chi ha parlato di un -15%, ma anche chi da un anno all’altro ha visto dimezzare la quantità di latte in entrata -; unica situazione in lieve controtendenza è quella della latteria di Valmorel, che dallo scorso anno può contare sulle produzioni di Malga Van, gestita da una cooperativa di giovani allevatori.

Non mancano poi i problemi dei costi, gli investimenti, il personale (qualcuno per il calo del latte conferito ha già dovuto ridurre il numero di dipendenti); temi sui quali Latterie Aperte accenderà i riflettori, luci che rimarranno accese anche dopo la manifestazione: «Con questo appuntamento, rinsaldiamo il legame tra latterie e territorio; dove c’è una latteria, c’è un allevamento, e dove c’è un allevamento c’è una manutenzione del territorio più attenta e curata. – ha sottolineato Roldo – Siamo nella culla della trasformazione lattiero-casearia della provincia, parliamo di realtà piccole nei numeri ma grandi nel loro legame con il territorio».

Proprio per non lasciare sole queste realtà, Roldo annuncia il ripristino del Tavolo Bianco: «Si tratta di uno strumento che permette alle amministrazioni, alle latterie, alle realtà di questo settore di confrontarsi non solo sulle problematiche, come quelle già emerse, ma anche sulle strategie per affrontare le questioni e sui possibili interventi per valorizzare ancora di più le ricchezze di quest’area».

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