
La musica non si ferma. La Filarmonica Belluno 1867 neanche. Anzi, sta continuando l’attività a tamburo battente (e non è un modo di dire). Perché i ragazzi hanno più tempo. E forse anche più entusiasmo: trovano nella musica un ottimo antidoto alla quarantena.
«La musica è l’anti-noia perfetto» spiegano dalla scuola, diretta dai maestri Sandro De Marchi e Andrea Gasperin. «In questi giorni di quarantena lo strumento musicale fa compagnia. E anche i ragazzi che si esercitano non danno più fastidio ai vicini di casa con qualche nota fuori posto». Effetto della clausura forzata, certo. Ma anche magia della musica. Che prosegue senza intoppi grazie alla tecnologia.
Lezioni via Skype, soprattutto. Ma anche altri metodi. I giovani allievi della Filarmonica si posizionano con lo strumento davanti allo spartito, accendono la webcam e si collegano con il loro insegnante. «Ci stiamo organizzando proprio in questi giorni per garantire la continuità all’insegnamento. Per tutti è un’esperienza nuova, perché nessun insegnante di strumento aveva esperienza in questo settore» spiegano dalla Filarmonica. «Siamo partiti quasi subito per garantire le lezioni individuali di strumento per gli allievi più grandi. Gli insegnanti si collegano dopo aver preso appuntamento; svolgono la lezione, insegnante e allievo entrambi con il proprio strumento. C’è qualche ritardo nella connessione, è vero. Ma si riesce a fare lezione regolarmente. Un po’ di scetticismo c’era, ma ci stiamo rendendo conto che la cosa è fattibile. Quando tutta l’emergenza terminerà, non torneremo di nuovo a fare solo lezione in presenza. L’esperienza che stiamo maturando resterà valida e consentirà agli insegnanti strumentisti di esserci anche quando sono via per concerti o altre attività».
La Filarmonica si sta organizzando anche per la musica di gruppo, uno step successivo rispetto alle lezioni individuali. Con una rete dedicata è possibile. E non si sa mai che il gruppo bellunese non riesca, a coronavirus archiviato, a proporre un concerto con gli allievi ognuno a casa sua.
«L’idea c’è già. E ci lavoreremo, mettendo a disposizione alcuni spartiti facendo in modo che i più grandi provino a suonare insieme, pur stando ognuno a casa sua – dicono i maestri -. Intanto continuiamo con l’attività normale, o quasi. Forniamo materiali e compiti via Whatsapp, e anche attraverso una piattaforma WeSchool. Per i più piccoli (8-9 anni, ndr) stiamo ragionando in questi giorni di registrare dei video. Poi adotteremo attività da svolgere in autonomia come l’ascolto di brani. Per i piccolissimi di propedeutica, stiamo pensando di creare piccoli video sul nostro canale YouTube, per stimolare le attività di creazione musicale partendo da prodotti di recupero. Al momento i ragazzi hanno molto tempo a disposizione e questo è uno dei vantaggi del coronavirus. È un buon momento per far capire che la musica è un ottimo anti-noia».
ECCOLI I RAGAZZI DELLA FILARMONICA














