La storia di una moneta può prendere le sfumature di una favola?
A Gosaldo sembra di sì e ne è convinta Antonietta, trasferitasi a Sedico in nuova California tanti anni fa, ma le radici salde nell’Agordino.
Ci racconta così una filastrocca, una nenia che veniva raccontata ai bimbi radunati attorno al caminetto.
Una storia dei primi del Novecento tramandata oralmente, ma che fa pensare ancora più in questa epoca al valore del denaro, con una semplicità disarmante.
Recita così:
«Sono di metallo bruno,
porto sembianze di re Vittorio e senza posa giro per il mondo.
Dentro la tasca dei contadini, nelle cassette dei bottegai.
Nelle tasche e nei taschini e giro senza fermarmi mai.
Dal primo giorno che ebbi il conio tanti fatti testimonio.
Per quanti fatti fui “testimonio” e per quante mani sono passato!
Mani di donne sacre al lavoro, mani tremule di mendicanti e di agricoltori.
Bimbo quando corri dal bottegaio, dal fruttaiolo col soldo,
pensa figliuolo che con un soldo si compra un pan.
E con un pan si rasserena il mesto viso di un poverello, che a guardarlo fa tanta pena e tiene in vita forse un fratello».
Quanta verità in queste poche righe.
Alla prossima!





