Ci sono luoghi che non sono soltanto una meta turistica, ma un patrimonio identitario. I Serrai di Sottoguda, spettacolare gola scavata dall’acqua ai piedi della Marmolada, appartengono a questa categoria. Da ieri quel corridoio naturale, tra pareti di roccia che si stringono fino a sfiorarsi e cascate che accompagnano il cammino, è tornato completamente percorribile fino a Malga Ciapela, restituendo al Veneto uno dei suoi scenari più suggestivi dopo le devastazioni provocate dalla tempesta Vaia nell’autunno del 2018.
L’inaugurazione segna la conclusione di un intervento lungo e complesso, che ha richiesto opere di ricostruzione, consolidamento e messa in sicurezza per riportare alla fruibilità un sito di straordinario valore paesaggistico e ambientale. Per la Regione Veneto si tratta di uno dei simboli più significativi della rinascita del territorio dopo la calamità che, quasi otto anni fa, cambiò il volto di vaste aree montane.
«È una giornata importante per tutto il Veneto – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini –. La riapertura completa dei Serrai di Sottoguda rappresenta il segno tangibile della capacità del nostro territorio di rialzarsi dopo una delle calamità naturali più devastanti della sua storia recente. Dove Vaia aveva lasciato distruzione, oggi restituiamo un luogo sicuro, valorizzato e pronto ad accogliere nuovamente cittadini e visitatori provenienti da tutto il mondo».
Per raggiungere questo obiettivo la Regione ha investito complessivamente 13 milioni di euro, destinati a un’opera particolarmente delicata sotto il profilo ingegneristico e ambientale. Un intervento pensato non solo per garantire la sicurezza del percorso, ma anche per preservarne l’unicità, evitando che uno degli angoli più affascinanti delle Dolomiti perdesse il proprio carattere.
L’assessore Venturini ha voluto ringraziare le strutture regionali, Veneto Acque, il Comune di Rocca Pietore, progettisti, imprese e maestranze che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, ricordando anche il lavoro avviato dalla precedente amministrazione regionale guidata dal presidente Luca Zaia e dall’allora assessore Gianpaolo Bottacin.
«La restituzione dei Serrai di Sottoguda – ha concluso – non rappresenta soltanto la riapertura di uno dei percorsi naturalistici più affascinanti delle Dolomiti, ma anche un segnale concreto di come, attraverso una programmazione seria, investimenti e collaborazione tra istituzioni, sia possibile restituire ai cittadini un patrimonio di valore straordinario. È un risultato che guarda al futuro del territorio, delle comunità locali e del turismo montano veneto».
Con la riapertura completa, i Serrai tornano così a essere ciò che erano prima di Vaia: una delle meraviglie naturali più amate delle Dolomiti, un luogo capace di lasciare senza fiato residenti ed escursionisti, dove la forza della natura si manifesta in tutta la sua bellezza. Un ritorno atteso per anni, che restituisce al Bellunese uno dei suoi simboli più preziosi.





