La situazione è delicata, d’accordo. Il freddo e la variante omicron spingono in alto la curva dei contagi e tra i bellunesi tornano alla mente i momenti difficili della seconda ondata del coronavirus, che lo scorso inverno mise in ginocchio l’intera provincia.
Ma l’inverno 2021 non è uguale a quello 2020. Lo dimostra il confronto dei dati a 12 mesi di distanza.
Prendiamo ieri, 27 dicembre. I nuovi casi accertati sono stati 135. Tanti, ma quasi un terzo in meno dei 293 accertati il 27 dicembre 2020. A fronte di un maggior numero di tamponi, 4.313 contro 3.727. Il tasso di positività, seppur in crescita costante da qualche tempo in qua, è al momento fermo al 5%, ben lontano dal 16% di un anno fa. E i ricoveri attuali, 45, sono un quarto rispetto ai 169 di 12 mesi fa. Quando ci furono pure 5 decessi in un giorno solo

L’artefice di questa differenza? Ha un nome: vaccino anti covid. E’ grazie a lui se possiamo guardare al futuro con fiducia. «I dati dimostrano nel concreto la forza della campagna vaccinale nel contenere l’epidemia», commenta il direttore generale dell’Ulss 1, Maria Grazia Carraro, «questi numeri ci dicono che i vaccini stanno facendo la differenza: ci permettono di evitare le limitazioni vissute lo scorso anno. Vacciniamoci con terza dose o con la prima per chi non l’ha ancora fatta».
I grafici qui sotto aiutano a capire meglio l’importanza della vaccinazione. Ecco il confronto riferito ai nuovi casi positivi:

Qui sotto il confronto tra i ricoveri in area non critica:

Infine, il confronto (impietoso) tra le due curve dei decessi:






