Il sindaco Maccagnan e la crisi: «È l’esito di uno scontro politico»

Il sindaco Maccagnan e la crisi: «È l’esito di uno scontro politico»

Non un evento improvviso, ma l’epilogo di una frattura maturata nel tempo. Così il sindaco di Lamon Loris Maccagnan commenta le dimissioni contestuali di un gruppo di consiglieri che hanno determinato la caduta dell’amministrazione comunale.

In una lunga lettera indirizzata alla cittadinanza, il primo cittadino respinge l’ipotesi di un passo indietro “per uscire dignitosamente”, proposta che – afferma – gli sarebbe stata avanzata alcune settimane fa. «Ho rifiutato perché credo che la dignità stia nel portare avanti fino in fondo il mandato ricevuto, non nel sottrarsi alle proprie responsabilità», scrive Maccagnan.

Il sindaco riconosce di non essersi mai considerato “perfetto” e di aver commesso errori, ma rivendica il lavoro svolto in questi anni e l’impostazione collegiale data all’azione amministrativa, garantendo ampi margini di autonomia agli assessori e ai consiglieri delegati, anche rinunciando a progetti a cui teneva particolarmente, come la revisione del trasporto scolastico per le famiglie in quota o il potenziamento dei servizi di soccorso.

Secondo Maccagnan, proprio questa autonomia sarebbe stata però ricambiata, in più casi, con scarso impegno, proposte incoerenti o atteggiamenti definiti di “doppiogiochismo”, culminati in un progressivo logoramento dell’azione amministrativa. Nel mirino del sindaco finiscono in particolare alcuni assessori e, soprattutto, l’assessore ai lavori pubblici e urbanistica, indicato come il principale artefice della crisi, con il sostegno del gruppo di minoranza SiAMO Lamon.

Nella ricostruzione del primo cittadino, l’assessore avrebbe progressivamente assunto un ruolo conflittuale, contestando sistematicamente le iniziative non di propria diretta competenza e arrivando – afferma – a ostacolare momenti di confronto con la popolazione e a sostenere posizioni divergenti rispetto a quelle dell’amministrazione, come nel caso della questione legata alla caserma dei carabinieri.

Respinte anche le accuse di scarsa capacità di coordinamento: «È difficile – osserva Maccagnan – guidare un’azione amministrativa quando parte della Giunta persegue obiettivi personali o logiche estranee all’interesse collettivo».

Nonostante l’amarezza per la conclusione anticipata del mandato, il sindaco si dice convinto di lasciare «un Comune più solido di come lo aveva trovato» e ringrazia cittadini, dipendenti comunali, volontariato, istituzioni e forze politiche che lo hanno sostenuto in questi anni. Un ringraziamento particolare è rivolto alla comunità di San Donato, che – sottolinea – non gli ha mai fatto mancare vicinanza e sostegno.

La crisi si chiude così con il commissariamento del Comune e l’apertura di una nuova fase politica. Saranno ora i cittadini di Lamon, come conclude lo stesso Maccagnan, a giudicare responsabilità e scelte che hanno portato alla fine anticipata dell’amministrazione.

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