Il protettore di nutrici, mamme e bimbi: San Mamante e la fonte di vita

Il protettore di nutrici, mamme e bimbi: San Mamante e la fonte di vita

 

Un salto al di là del Piave, nel centro abitato di Sossai. Sulla strada che, da Belluno, conduce all’Alpe Nevegal, possiamo trovare il santuario dedicato a San Mamante. Il quale, insieme a San Gioatà e San Lucano, compone il gruppo di Santi, venerati nel territorio. 

Secondo la tradizione popolare, Mamante era un pastore di Cesarea e viveva nelle nostre montagne per sfuggire alle persecuzioni contro i cristiani. Dal latte delle bestie feroci, che riusciva miracolosamente a mungere, ricavava formaggi da donare alle vedove e agli orfani dell’epoca.
Inoltre, i genitori del Santo furono perseguitati e imprigionati prima della sua nascita.
Egli infatti vide la luce in carcere e fu affidato alle cure di una nutrice di nome Mama. Da qui sembra derivi il suo nome: Mamante.

Secondo la tradizione, la chiesa a lui dedicata venne costruita dai bellunesi per ringraziare il Santo a cui si erano rivolti, affinché liberasse la Valbelluna dalle belve feroci e da una terribile epidemia che si stava portando via tantissimi bambini.
San Mamante compì due miracoli: le belve feroci vennero placate e l’epidemia debellata.
I bellunesi, riconoscenti di queste grazie, cominciarono così a edificare la chiesa.
Ma successe l’inaspettato: il materiale di costruzione venne trovato in un posto diverso da quello in cui era stato lasciato il giorno precedente. Questo accadde per tre giorni di seguito…
I fedeli capirono quindi che la volontà del Santo fosse quella di spostare la costruzione in un altro luogo. E proprio nel punto di ritrovamento del materiale, venne eretta la chiesa, tutt’oggi luogo di passaggio di tanti devoti.

San Mamante è il protettore delle nutrici, delle mamme e dei bambini. E se vi capita di visitare questo Santuario, troverete poco lontano, all’interno di una piccola grotta realizzata in sassi, una fonte d’acqua.
La fonte di San Mamante avrebbe proprietà galattogene. Infatti, in passato, era frequentata da numerose mamme che non riuscivano ad allattare i propri figli.
Le donne dei dintorni, durante la gravidanza, andavano a raccomandarsi al Santo e poi bevevano dalla fonte, affinché i 9 mesi procedessero al meglio. 
È capitato che persino i contadini portassero ad abbeverarsi alla fonte le bestie da latte, come buon auspicio. Ed era consigliato portare alle partorienti a casa l’acqua da bere. Poi veniva appeso nei pressi della fonte il fiocco del nuovo nato, in modo che ricevesse la sua benedizione.
Care mamme in dolce attesa, vi invitiamo a visitare questo luogo.  

 

CURIOSITÀ


A dieci chilometri dal Santuario si trova Il Nevegal: il Colle nel cuore di tutti i bellunesi, suggestivo per le passeggiate e per sciare.
Dalle cime del Col Toront (1675 metri) e dal Col Visentin (1763 metri) nelle giornate più limpide si può vedere Venezia, mentre il monte Faverghera (1534 metri) offre nei mesi estivi un piccolo, ma ricchissimo orto botanico, provvisto di tante specie vegetali tipiche dell’arco alpino orientale.

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