Il prefetto Bracco ai saluti, destinazione Roma: «A Belluno si vive bene, ma serve creare lavoro»

Il prefetto Bracco ai saluti, destinazione Roma: «A Belluno si vive bene, ma serve creare lavoro»

«Se me l’aspettavo, di andarmene così presto? Certo che no». Un po’ all’improvviso il prefetto di Belluno, Sergio Bracco, saluta e se ne va. Arrivato a Palazzo dei Rettori (da Milano, dove era il questore) nelle ultime ore del 2020, ha fatto in tempo a vivere l’eccezionale maltempo di gennaio e i Mondiali di sci di Cortina. Oltre che a solidarizzare con i lavoratori di Acc e Ideal standard, le due crisi industriali più in vista del Bellunese. Ora lo aspetta la scrivania di capo della segreteria del Dipartimento della Pubblica sicurezza, a Roma, dove prenderà servizio già lunedì 19 aprile.

Tre mesi e mezzo di permanenza all’ombra delle Dolomiti non gli hanno permesso di conoscere a fondo la provincia, anche a causa del Covid. «Vado via dispiaciuto – ha detto questa mattina in un breve incontro di saluto con la stampa – per non avere avuto la possibilità di conoscere tutti i sindaci, come era mia intenzione. Ma con quelli con cui ho lavorato, primo cittadino di Belluno e presidente della Provincia in primis, c’è stata da subito grande collaborazione».

Bracco ribadisce che la scelta di andarsene non è stata sua. «Sono un funzionario dello Stato e vado dove viene richiesta la mia presenza. Hanno ritenuto che possa essere utile a Roma, in un momento delicato per la Polizia. Torno a lavorare all’interno del corpo per il quale ho servito 38 anni, questo è un motivo di soddisfazione».

Quale ricordo si porterà a Roma? ««Belluno è una provincia sicura e ben controllata, in cui i reati non hanno l’impatto che si può trovare in grandi città. Ci sono però alcuni fenomeni da tenere sotto la lente, come la violenza contro le donne». Stimolato, Bracco interviene su due temi caldi: spopolamento e lavoro. «Purtroppo le prospettive di lavoro territorio bellunese sono limitate, con una forte predominanza dell’occhialeria e della manifattura in genere. E’ un tema sul quale bisogna intervenire: occorre creare occasioni di lavoro per diventare un territorio attrattivo per le persone da fuori provincia. Perché per il resto qui la qualità della vita è altissima».

Infine, un passaggio sulle prossime olimpiadi. «L’attenzione dovrà continuare a essere alta per prevenire tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti connessi alle gare iridate. Qui c’è una squadra interforze che lavora nell’ombra e che per i Mondiali ha operato benissimo, controllando ogni singola impresa impegnata nei cantieri».  

Il nuovo prefetto, Mario Savastano (proveniente da Vercelli) prenderà servizio il 26 aprile. Quello sarà anche il giorno dell’addio al Bellunese del vice prefetto Carlo De Rogatis, che assumerà l’incarico di prefetto ad Ascoli Piceno. Per il suo successore sarà aperto un bando.

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