Il Papa invoca la tregua olimpica: «I Giochi segno di pace tra i popoli»

Il Papa invoca la tregua olimpica: «I Giochi segno di pace tra i popoli»

Una tregua nel segno dello sport, come accadeva nell’antichità. È l’appello lanciato da Papa Leone in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio, quando oltre 3.500 atleti e più di cento delegazioni si ritroveranno in Italia sotto la bandiera dei cinque cerchi.

Durante l’Angelus, il Pontefice ha richiamato il significato più profondo della cosiddetta “tregua olimpica”, la sospensione simbolica dei conflitti che accompagnava i Giochi dell’antica Grecia. Un richiamo forte, rivolto ai responsabili delle nazioni: fermare combattimenti e violenze almeno nei giorni della manifestazione sportiva, compiendo «gesti concreti di distensione e dialogo».

«Queste grandi manifestazioni sportive costituiscono un forte messaggio di fratellanza e ravvivano la speranza in un mondo in pace», ha sottolineato il Papa, formulando anche un augurio agli organizzatori e agli atleti che saranno protagonisti sulle nevi e sui ghiacci italiani. Parole che trovano un’immediata sponda istituzionale: il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha definito l’intervento del Pontefice «prezioso e ricco di significati».

L’appello si inserisce in un contesto internazionale segnato da tensioni e guerre. Non a caso Leone ha collegato il suo messaggio anche alla Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, ricordando come ogni giorno si registrino morti e feriti tra la popolazione inerme, in aperta violazione del diritto umanitario. «Le vittime di ieri e di oggi saranno veramente onorate quando si metterà fine a questa intollerabile ingiustizia», ha affermato.

Nel suo intervento il Pontefice ha espresso inoltre preoccupazione per l’inasprirsi dei rapporti tra Cuba e Stati Uniti, invitando a un dialogo sincero per evitare ulteriori sofferenze alla popolazione dell’isola.

Non è la prima volta che Leone lega il suo magistero ai Giochi di Milano-Cortina. Nei giorni scorsi aveva già inviato messaggi ufficiali in cui esaltava i valori autentici dello sport: lealtà, rispetto, spirito di squadra, sacrificio, inclusione e gioia dell’incontro. In un saluto all’arcidiocesi di Milano, in occasione dell’accoglienza della croce olimpica degli sportivi, aveva auspicato che l’evento potesse rafforzare amicizia e fraternità tra i popoli.

La speranza, ribadita ancora una volta, è che le Olimpiadi e le Paralimpiadi non siano soltanto una vetrina agonistica, ma un’occasione per costruire ponti tra culture diverse, promuovendo accoglienza, solidarietà e pace. Un messaggio che, in un tempo attraversato da conflitti, prova a restituire allo sport la sua vocazione più alta: unire, almeno per qualche giorno, ciò che la storia divide.

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