Il Giro d’Italia Under 23 parla bellunese: «Spettacolo assicurato»

Il Giro d’Italia Under 23 parla bellunese: «Spettacolo assicurato»

La data da segnare in rosso sul calendario è quella di venerdì 11 giugno. 

La tappa è la numero 9: partenza da Cavalese e arrivo in Nevegal. Più precisamente, a Pian Longhi: 167 chilometri per 3.100 metri di dislivello. È la frazione regina del Giro d’Italia Under 23.

Un Giro dal marcato accento bellunese, se è vero che i corridori passeranno per il centro del capoluogo (piazza dei Martiri e Duomo), la Val Cantuna, il lago di Santa Croce, la parte alta del comune di Ponte nelle Alpi (Piaia, Cugnan, Losego, Quantin). E il Nevegal con Pian Longhi, dove è fissata la linea del traguardo: «Spettacolo assicurato», afferma l’amministratore di Turistica Dolomiti, Enrico De Bona, che si è speso in prima persona per il grande evento di carattere sportivo. E, di riflesso, promozionale: «Siamo contenti di aver portato a casa un risultato che dà lustro a tutto il nostro territorio, specialmente in un momento non facile come questo. Ora spetta a noi promuovere in maniera adeguata la tappa. La macchina organizzativa è partita: siamo pronti».

Per quanto riguarda la competizione, sarà arricchita dalla presenza di una trentina di team, provenienti da 14 Paesi: Belgio, Bielorussia, Colombia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Principato di Monaco, Russia, Spagna, Svizzera e Stati Uniti, oltre ovviamente all’Italia.

«Il Giro Under 23 – spiegano gli organizzatori – è un’occasione di ripartenza per i territori attraversati e si conferma sfida e palcoscenico per i migliori talenti mondiali, con cui i giovani ciclisti italiani sono chiamati a confrontarsi. Un palcoscenico di spessore che contribuisce alla crescita del movimento ciclistico e si confermerà, per il quinto anno consecutivo, un vero e proprio esame di maturità prima del passaggio al mondo del professionismo». Basti pensare che lo scorso anno ha vinto l’inglese Tom Pidcock, secondo (per pochi millimetri) nell’ultima Amstel Gold Race. 

Il Bellunese risponde “presente”. E si conferma un teatro ideale per il ciclismo d’alto livello. 

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