Il dopo Covid -19? Deve essere guidato da una nuova etica universale

Il dopo Covid -19? Deve essere guidato da una nuova etica universale

Ci aveva aiutato a capire come si comportano le persone di fronte all’emergenza sanitaria. 

Ora che le cose stanno lentamente migliorando si apre una nuova fase nella convivenza con Covid – 19. Cosa dobbiamo aspettarci? E soprattutto, cosa dobbiamo necessariamente imparare da questa sciagura? Lo abbiamo chiesto al sociologo Diego Cason. Una lunga chiacchierata incentrata sulla necessità di una nuova etica della responsabilità individuale. Oggi la prima parte del suo intervento.

Se da un evento così catastrofico qualcosa si può imparare, cosa ci possiamo portare dal lockdown alla “Fase 2”? Quali gli insegnamenti per non ricadere nei soliti errori?

«Serve una nuova etica, che vada oltre a quella a cui siamo abituati. Il pensiero occidentale, che parte dalla filosofia greca e arriva a noi attraverso la mediazione del Cristianesimo, ha sviluppato un’etica che si rivolge solo agli esseri umani, coloro che a noi stanno vicini. Avvertiamo il senso della responsabilità delle nostre azioni solo verso di loro. Non ci preoccupiamo di quello che una nostra azione (o non – azione) provoca in luoghi remoti e lontani da noi. Così come non ci preoccupiamo degli effetti del nostro agire sulle generazioni future. Infine, escludiamo dalla responsabilità delle nostre azioni tutti gli altri esseri viventi. Commettendo così un errore capitale, perché le conseguenze delle nostre azioni hanno una retroazione su di noi e sulla nostra qualità della vita. Se noi sterminiamo le api, per esempio, irrorando di pesticidi i campi, poi dovremo provvedere noi all’impollinazione. La cosa folle di questa mancanza di etica è che ci proponiamo di risolvere questi problemi con la tecnologia. Ho letto che esistono dei droni in grado di fare l’impollinazione dei frutteti. Ma abbiamo già i migliori droni naturali, che inoltre ci forniscono anche il miele, e invece che salvaguardarli pensiamo a sostituirli con dei mezzi meccanici. Mi sa che non siamo a posto con la testa».

Ma saremo in grado di fare questo cambiamento?

«Non credo sia nelle nostre corde e non è la nostra idea. Abbiamo raccolto la riflessione filosofica degli ultimi 150 anni, da Jonas a Popper, ma avremmo dovuto assumere questa nuova veste etica nel momento in cui era necessario farlo, ovvero quando la scienza e la tecnologia hanno cominciato a moltiplicare la nostra capacità di impattare e di creare effetti globali. Anche l’uomo del Medioevo aveva la capacità di modificare l’ambiente, ma era modesta perché non aveva i mezzi tecnologici in grado di moltiplicare la sua potenza. Oggi per tagliare un ettaro di bosco, impacchettare e trasportare la legna bastano due giornate di lavoro. Solo 100 anni fa per fare questo occorreva un mese e mezzo di lavoro. I mezzi tecnologici limitati ci impedivano da un lato di risolvere i problemi, ma dall’altro anche di creare danni globali. Oggi noi abbiamo una grande potenza ma non abbiamo un’etica all’altezza del compito. Così continuiamo a distruggere le foreste dopo che già ne abbiamo eliminato il 60%. Ma le foreste sono la fonte principale per la produzione di ossigeno. E se finisce l’ossigeno, noi siamo morti. Noi. Mentre gli alberi no, perché si cibano di acqua. Però ci danno l’ossigeno e glucosio con la fotosintesi. Due elementi fondamentali per la vita degli animali. E’ semplicemente folle che non siamo consapevoli di questo. Il nostro senso etico deve estendersi anche agli altri esseri viventi, se non altro in termini utilitaristici: da loro dipende la nostra vita. E’ nostro compito farlo perché siamo l’unica specie sulla Terra in grado di distruggere l’equilibrio ambientale. Tendiamo a trasformare il mondo a immagine e somiglianza dei nostri sogni o incubi. Siamo l’unico animale desiderante. Il che ci ha permesso di esplorare e conoscere, quindi non è negativo di per sé. E’ l’assenza di etica nella scienza il problema, non la scienza in sé».

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto