A piccoli passi, ma si muove. Il disegno di legge sulla montagna ha avuto l’ok della commissione bilancio e il 25 ottobre comincerà l’iter di discussione al Senato. Una grande occasione per le terre alte.
«Ci sono davvero molti aspetti del nuovo Ddl montagna che ci danno grandi speranze e tracciano un percorso che mi auguro sia decisivo per i nostri territori» afferma Dario Bond, presidente del Comitato di gestione dei Fondi di confine. «Tra questi ne voglio però sottolineare uno “di sistema”, introdotto all’art. 1 del disegno di legge nelle “norme generali” e che recita testualmente: “Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, ciascuno in base alle rispettive competenze, mirando a una risposta perequativa incardinata nella rimozione delle diseguaglianze generate dalla situazione di obiettivo svantaggio economico-sociale delle zone montane nel rispetto dell’articolo 119 della Costituzione, nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente e della dotazione del Fondo di cui all’articolo 4, adottano gli interventi necessari per lo sviluppo socio-economico, la tutela e la valorizzazione delle specificità delle zone montane”. È del tutto evidente che siamo sul medesimo piano e totalmente allineati con le finalità del Fondo dei Comuni confinanti, nei confronti del quale il nuovo disegno di legge va a disegnare un quadro normativo perfettamente aderente. A questo riguardo un ringraziamento particolare va al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, il cui impulso è stato decisivo per la formulazione e l’iter del Ddl, oltre che al senatore De Carlo che, grazie anche all’esperienza maturata come sindaco di un piccolo Comune di montagna e alla particolare sensibilità ai temi dell’agricoltura, sta seguendo l’iter del testo con l’apporto di contributi molto significativi».
Bond spiega che sono molti gli aspetti positivi del testo del Ddl. Tra questi le possibilità date ai circa 2.300 piccoli Comuni montani di cumulare i benefici della legge 158 del 2017 con quelli previsti nel nuovo dispositivo. Cumulo che potrà estendersi ulteriormente nel caso in cui il Comune si trovi anche in una zona beneficiaria delle misure previste dalla Strategia per le Aree Interne. «Se consideriamo poi che il fondo legato al Ddl montagna ha una dotazione annua di 200 milioni di euro – pari a circa 1 miliardo nell’arco di una legislatura -, la portata economica del provvedimento è del tutto evidente» dice Bond.
Il presidente del Fondo Comuni confinanti guarda però oltre l’aspetto strettamente economico e finanziario. «Tra le misure che trovano maggior risalto nel testo, vi è l’obiettivo di potenziare i servizi alle comunità locali, a cominciare dalla scuola e dai servizi sanitari e ospedalieri, con il riconoscimento, ad esempio, di premialità di carriera che tendono a compensare il disagio legato alla sede di lavoro periferica. Un concetto, questo, su cui mi sto battendo da molto tempo e che rappresenta una leva fondamentale per un territorio, come quello della montagna, in particolar modo bellunese, a forte rischio spopolamento. Senza parlare delle questioni legate all’agricoltura e alla tutela dell’ambiente montano, che nel testo del Ddl trovano ampio riguardo. Il percorso legislativo, come detto, non è terminato, tutt’altro; le prospettive sono però decisamente positive».





