Che la variante di San Vito sia un problema, è palese. Lo è fin dall’inizio, visto che – al pari degli altri bypass della Valboite – doveva essere pronta per i Mondiali 2021 e invece è in alto mare. Lo è perché a una parte del paese non piace. E adesso diventa anche caso politico.
Il fatto è che il comitato civico che dice no continua a fare ricorso. E il commissario prefettizio che guida il Comune di San Vito ha deciso di chiedere i danni. Il caso è arrivato fino alla Camera, dove Alleanza Verdi e Sinistra chiedono di fermare il commissario.
«È sconcertante quanto sta accadendo a un comitato cittadino di San Vito di Cadore a cui il commissario prefettizio Antonio Russo chiede i danni per il numero eccessivo di ricorsi contro una variante stradale che avrebbe dovuto essere pronta per il Mondiali di sci del 2021, abbandonata e ora riesumata in vista delle Olimpiadi invernali. Variante che naturalmente invade le montagne bellunesi: il comitato ha dunque questa ‘colpa’, difendere quelle splendide vallate» scrive in una nota Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera. «La richiesta di risarcimento danni di 70mila euro è un insulto alla democrazia: non si è mai sentito che una istituzione adisse le vie legali contro un onesto comitato di persone che non hanno commesso alcun reato: a meno di non considerare reato il dissenso, e questo pare proprio sia il caso di San Vito di Cadore dove, forse, il solerte funzionario Russo approfitta di un clima intollerante verso le contestazioni. Presenteremo una interrogazione a Piantedosi che sicuramente vorrà difendere il diritto dei territori a dire la loro».





