Il 2024 comincia con pioggia e neve. Ma sarà solo un blitz rapidissimo

Il 2024 comincia con pioggia e neve. Ma sarà solo un blitz rapidissimo

Nessun bianco Natal, ma il capodanno un po’ imbiancato lo sarà. Almeno in quota. L’inverno ha deciso di riprendersi la scena, dopo settimane di caldo quasi primaverile. Sarà però un blitz rapidissimo e quasi senza conseguenze. Pochi centimetri di neve solo sopra i 1.000 metri sulle Dolomiti (a quote più alte sulle Prealpi).

IL CALDO NATAL

Dicembre 2023 andrà in archivio come il più caldo degli ultimi anni. Da record le temperature registrate, soprattutto nella seconda parte del mese. 

«Nelle giornate del 22 e 23, a causa dell’entrata di venti di Föhn, sulla pianura

occidentale, meridionale e nelle vallate le temperature massime si sono portate su valori anche di 10-13 gradi sopra la media del periodo» spiegano i meteorologi di Arpav. «Anche in montagna sono stati raggiunti dei record, in particolare in alcune valli dolomitiche come ad Agordo con 18.5 gradi di massima, contro una media di 4.4. Anche in quota il caldo si è fatto sentire, in alcuni casi in modo assai significativo: in particolare nelle giornate dal 17 al 20 e poi a Natale e Santo Stefano lo zero termico è stato spesso sopra i 3.000 metri, molto superiore alla quota media del periodo. L’anomalia calda della seconda metà di dicembre è in linea con l’andamento termico generale di quest’anno, che si contende con il 2022 la palma di anno più caldo dal 1991».

LE PREVISIONI

Ma come saranno i prossimi giorni? Un po’ diversi. Oggi (domenica 31 dicembre) sarà una giornata caratterizzata da cielo molto nuvoloso o coperto. «Al mattino non è esclusa qualche debolissima precipitazione, ma i fenomeni saranno più probabili e diffusi nel pomeriggio e soprattutto in serata, con quantitativi di precipitazione in genere moderati, di minore entità sulle zone meridionali» spiegano i meteorologi. «Il limite della neve sarà intorno a 1.300-1.600 metri sulle Prealpi, 1.000-1.200 sulle Dolomiti, ma con accumuli di una certa consistenza (dell’ordine di 10-20 centimetri) solo sopra i 1.500 m sulle Dolomiti e sopra i 1.700-2.000 metri sulle Prealpi».

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