I bimbi africani, la musica, i capelli: Leo Gira e una vita da libro

I bimbi africani, la musica, i capelli: Leo Gira e una vita da libro

Si intitola “Leo Gira 0.20 – Le avventure di un giovane i cui principali interessi sono il volontariato, la musica e i capelli”. Ed è un libro che profuma di autenticità, di valori. E di una vita racchiusa in 20 anni e 143 pagine: la vita di un ragazzo cortinese che per l’anagrafe è Leonardo Girardi. Ma per il mondo, in particolare quello musicale, è Leo Gira. Deejay tanto conosciuto, quanto richiesto e apprezzato su scala nazionale. E oltre. 

Un deejay che si è riscoperto scrittore. Quasi per caso. E per colpa del Covid: «Mai avrei pensato di realizzare un libro – afferma l’autore e protagonista -. Tutto è nato lo scorso settembre, quando ero in isolamento dopo aver contratto il virus. La proposta è arrivata da un’editrice, nel momento in cui il mio amico e agente Andrea Gris le ha raccontato la mia storia». Gris è pure il presidente della Onlus “Emma’s Children”, l’associazione di volontari che supporta la missione ad Addis Abeba di don Angelo Regazzo. E, grazie a progetti scolastici e solidali, aiuta un piccolo villaggio rurale in Etiopia. «Alla fine – prosegue Leo – è stata proprio la Onlus a stampare il libro. E il 100 per cento del ricavato va proprio all’associazione. La prefazione, invece, è firmata da Francesco Chiamulera, deus ex machina di “Una montagna di libri”». 

Il bambino insicuro di un tempo ha lasciato spazio a un artista creativo: «A scuola mi prendevano in giro, ero il classico emarginato sociale. Poi ho scoperto la passione per la musica e il mondo dell’elettronica. Ed è cambiato tutto, anche per merito di mio padre: ha creduto in me». Al pari di Andrea Gris, il manager: «Quando gli ho fatto sentire per la prima volta la mia musica, ha lanciato la chiavetta fuori dalla finestra. E mi ha cambiato il nome d’arte: da dj Jerry a Leo Gira». 

Una storia di musica, quindi. Ma anche di volontariato, in virtù dell’esperienza in Africa e del profondo legame con i piccoli etiopi ed “Emma’s Children”: «Aiutare gli altri è ciò che ha dato un senso alla mia esistenza. Non a caso, attraverso il libro, vorrei lanciare un messaggio di solidarietà e far capire quanto sia importante inseguire i propri sogni, senza abbattersi mai». 

Sogni che lo hanno portato pure in Sardegna, in uno dei locali più esclusivi della Costa Smeralda: al Sottovento di Porto Cervo. «Ho fatto ballare Diletta Leotta, Paolo Bonolis, Sinisa Mihajlovic, il commissario tecnico della Nazionale italiana, Roberto Mancini. Poi una sera è venuto Zlatan Ibrahimovic. A un certo punto, il direttore accende le luci e svuota il locale. “Cosa ho combinato?”, ho pensato subito. E invece era una richiesta di Ibra: voleva fare un “back to back” con il dj, quindi con me. Siamo andati avanti fino alle 7 del mattino». 

Infine, l’ultima sorpresa: «Qualche settimana fa, il disc jockey a cui mi ispiro, Black Coffee, ha suonato un mio remix a un festival negli Stati Uniti. Quando l’ho saputo, sono caduto dalla sedia. Non volevo crederci». E invece è tutto vero: come le parole contenute in un libro che può essere acquistato con un’offerta minima di 10 euro. A Belluno, dalle “Due Zitelle”. E a Cortina: in libreria Sovilla, Cooperativa, alla boutique la Rocca e Dainese Store. Senza considerare i canali web del dj e della Onlus.

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