No alla chiusura, bene la cessione ma solo «all’interno di un protocollo d’intenti con il Ministero nel ruolo di coordinatore e garante»: questa la posizione portata dalle segreterie nazionali e territoriali di FIM, FIOM e UILM al tavolo di crisi relativo allo stabilimento Hydro di Feltre che si è tenuto nel pomeriggio di ieri a Roma, nella sede del MIMIT – Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Un incontro che ha visto la conferma «della volontà aziendale di procedere con il percorso di reindustrializzazione del sito, ufficializzando la nomina di un Advisor specializzato e la ricerca di un soggetto subentrante», spiegano i sindacati in una nota congiunta; un’azione che ha portato i segretari a ribadire la propria posizione che, se da un lato continua a contestare la chiusura dello stabilimento feltrino – «Riteniamo inaccettabile che una multinazionale decida di dismettere un sito sano, con competenze elevate e ordini attivi. La richiesta primaria al tavolo resta che la multinazionale riveda le proprie scelte strategiche e continui a investire su Feltre» -, dall’altro chiede garanzie sulla procedura di vendita: «Preso atto che l’azienda intende comunque procedere alla cessione, abbiamo posto una condizione vincolante sul metodo. Il mandato dell’Advisor non deve essere un’azione isolata dell’azienda, ma deve essere inserito formalmente all’interno di un Protocollo d’Intenti con il Ministero nel ruolo di coordinatore e garante. È necessario che la ricerca di un acquirente avvenga dentro regole condivise e monitorate dalle istituzioni, per assicurare che l’obiettivo sia un solido progetto industriale di lungo periodo e non una mera operazione finanziaria».
Sulla stessa linea anche la sindaca di Feltre Viviana Fusaro, presente all’incontro insieme ai rappresentanti della Regione Veneto e ai delegati dell’azienda; la prima cittadina ha appoggiato la richiesta dei sindacati, «ritenendo il coinvolgimento diretto delle istituzioni l’unica garanzia per evitare speculazioni e assicurare un futuro occupazionale certo alle famiglie coinvolte» e sottolineando inoltre come Hydro rappresenti «un patrimonio industriale e sociale imprescindibile per l’intero territorio. La città non è disposta ad accettare passivamente decisioni prese altrove che impoveriscono il tessuto economico locale».
Il Ministero ha confermato che monitorerà strettamente il processo, ribadendo che la continuità produttiva e occupazionale è l’unico obiettivo perseguibile. Il tavolo è stato aggiornato al prossimo 11 febbraio, sempre al MIMIT.





