Il Green pass diventa obbligatorio per poter accedere ad alcuni servizi e attività. Ma Confartigianato a livello nazionale ha proposto un emendamento alla conversione in legge del decreto 23 luglio 2021. In sostanza, gli artigiani chiedono che i titolari e i gestori dei servizi e delle attività non siano considerati responsabili della verifica dell’identità personale degli intestatari di Green pass.
«Siamo persone e imprenditori responsabili, e lo abbiamo dimostrato negli ultimi mesi. Ma non possiamo diventare controllori – commenta la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella -. Da qui la richiesta contenuta nell’emendamento, con la richiesta che abbiamo inviato a tutti i parlamentari bellunesi affinché ci diano una mano in tal senso, votando a favore del nostro documento».
Il problema dei controlli del Green pass era stato sollevato fin dall’inizio. In particolare dalla categoria dei bar e ristoranti, dove risulterebbe perlomeno complesso organizzare un controllo capillare, diversificato tra avventori al banco e avventori seduti ai tavoli.
«In questo periodo purtroppo siamo becchi e bastonati. Speriamo solo ci sia buonsenso da parte di tutti, degli avventori ma anche della politica – afferma Antonio De Fina, presidente degli alimentaristi di Confartigianato Belluno -. Chiediamo al Parlamento di venirci incontro, votando a favore del nostro emendamento. Ma chiediamo uno sforzo anche ai nostri clienti: chi entra nei nostri locali deve aver la volontà di risolvere il problema. Oggi, essere contro il sistema per partito preso è controproducente e diventa una mancanza di rispetto nei confronti di chi vuole continuare a lavorare. Uniamoci e continuiamo a contrastare il virus, evitando nuovi lockdown che sarebbero davvero dannosissimi per l’economia».
Della stessa idea anche Lorenzo Battistel, presidente di mestiere fitness e titolare della palestra Miros: «È uscita di recente un’app governativa che facilita i controlli del Green pass, e va benissimo. Ma non possiamo colpevolizzare il titolare di un’attività se un cliente che entra dichiara il falso o ha un certificato fasullo. Per questo l’emendamento proposto va nella giusta direzione. Oggi il problema non riguarda chi ha regolarmente il Green pass, bensì i non vaccinati, persone – poche per la verità – che non vogliono stare alle regole. Per questo continua il nostro invito a vaccinarsi, per se stessi e per la collettività, e anche per permettere alle imprese di lavorare».





