La strada era pulita e “salata”. Ma il ghiaccio di dicembre è terribile. Lo sa bene l’autista della corriera Dolomitibus che ieri mattina (sabato 11 dicembre) è slittato su uno dei tornanti che portano a San Martino, la frazione più alta di Chies d’Alpago. Il mezzo è finito fuori strada ed è stato necessario un intervento di recupero in emergenza. Fortunatamente non è successo nulla di grave, se non il salto della corsa del mattino.
Il fatto è accaduto alle 6.30 del mattino. Il pullman era vuoto al momento dell’incidente, a bordo solo l’autista che stava salendo a San Martino per recuperare gli studenti diretti a valle. Nell’affrontare la curva del tornante chiamato “Penaccio”, il mezzo ha perso aderenza ed è rimasto in bilico con due ruote.
«La strada era pulita e anche “salata” – spiega il sindaco di Chies, l’attivissimo Gianluca Dal Borgo -. Evidentemente i cumuli di neve sghiacciano durante il giorno, bagnando la strada. E di notte si forma il ghiaccio. Questo significa vivere in montagna. E sono convinto che abbiamo fatto bene a chiudere le scuole il 9 dicembre, all’indomani della grande nevicata, perché un conto è pulire le strade, altro conto è dover garantire l’assoluta incolumità ai cittadini e agli utenti della rete viaria».
Il pullman è stato rimosso prontamente. Solo un po’ di paura per l’autista e il ritardo della corsa, con gli studenti che hanno dovuto scendere per un tratto a piedi per raggiungere le loro destinazioni. Visti i precedenti del mezzo uscito di strada in Alto Adige, appena due giorni prima, è andata bene alla corriera di Dolomitibus. Il problema delle strade ghiacciate rimane, però: solo venerdì un pulmino era uscito di strada in Sinistra Piave, a Sant’Antonio Tortal.
«Non è questione di pulizia e spazzaneve – precisa Dal Borgo -. Nella nevicata dell’8 e 9 dicembre, a Chies sono caduti dai 50 agli 80 centimetri di neve. Abbiamo dispiegato quattro mezzi per rimuoverla e liberare tutta la viabilità comunale, vale a dire 50 chilometri di strade che vanno dai 600 a oltre 1.000 metri di quota. Vivere in montagna significa anche questo, anche se forse in pianura non se ne rendono conto».






