«Il gap tecnologico tra gli utenti e la lontananza tra cittadini e istituzioni sono evidenti, servono corsi per un accesso democratico ai servizi digitali». Sono le parole della consigliera regionale della Lega Silvia Cestaro. Parole legate al fatto che i termini imposti dall’Europa per adeguarsi alle nuove piattaforme di accesso alla pubblica amministrazione e ai nuovi mezzi di riconoscimento come carta d’identità elettronica e Spid sono ormai scaduti.
«Parlare di gap tecnologico è un eufemismo – dichiara -; si stanno accumulando disagi su disagi ma non è colpa delle Regioni, né delle Province e dei Comuni. È importante che i cittadini sappiano che sono obblighi imposti dall’Europa e dallo Stato che in questi strumenti hanno visto un’opportunità ma che, allo stesso tempo, non hanno saputo supportare i cittadini nell’utilizzo e nell’apprendimento. Quello che possiamo fare a questo punto per aiutare la popolazione è prevedere servizi di supporto».
Cestaro rivolge un invito agli enti locali affinché prendano in mano la situazione e prevedano corsi o sportelli di sostegno. «Fino all’ultimo si è cercato di tenere il doppio binario, del metodo tradizionale e del nuovo mezzo digitale, ma ora i tempi si fanno stretti e dev’essere compiuto il salto – spiega -. Ecco perché la questione del gap digitale va affrontata subito facendo rete a livello territoriale. Penso, per esempio, a corsi gratuiti rivolti a chi non ha dimestichezza con la tecnologia o non ha l’accesso agli strumenti digitali: a tenerli potrebbero essere i volontari del servizio civile o gli studenti, nell’ambito delle esperienze di alternanza scuola-lavoro».





