Il conto alla rovescia è partito già da un po’, e con l’avvicinarsi dell’appuntamento olimpico di Milano – Cortina (manca infatti poco più di un anno) ogni giorno può essere quello di non ritorno. Una data a segnare sul calendario è quella di domani (15 gennaio), che sarà decisiva per la sorte del collegamento funiviario per Socrepes, uno degli impianto considerati strategici per le olimpiadi del 2026. Ma per il quale il tempo stringe, e non è un’esagerazione. La speranza di Fondazione Milano – Cortina, Cio, comune (e chi più ne ha più ne metta) è che il comitato tecnico regionale Via dia l’ok definitivo al progetto, cosicché Simico possa finalmente cantierizzarlo. Non mancheranno, molto probabilmente, delle precise prescrizioni tecniche da parte dell’Autorità di Bacino, soprattutto per quanto riguarda la collocazione della cabina intermedia di Mortisa, contestata in tante osservazioni perché è prevista in area franosa e con forti prerogative ambientali. Verranno chieste alcune correzioni, per spostare il pilone e di conseguenza la struttura più compatibile con la gestione della frana.
Poi sarà corsa contro il tempo, perché per realizzare l’opera servono almeno 7 mesi, più probabilmente 10: il cantiere dovrà quindi aprire al massimo alla fine di febbraio. Una bella sfida, calcolando che prima dovrà anche essere indetta la Conferenza dei servizi e, soprattutto, pubblicato il bando per la gara d’appalto.
In più, fa notare il gruppo di minoranza “Cortina Bene Comune» (che ne ha chiesto conto al sindaco in un’interrogazione), c’è un altro tema spinoso: «Nell’attuale Piano regolatore comunale, nell’area della stazione intermedia – si legge nell’interrogazione – è indicata una zona E/2 – prato e pascolo, priva di perimetrazioni riferibili al demanio sciabile e agli impianti di risalita di progetto». Pertanto, prosegue il gruppo di minoranza, «Allo stato attuale è dunque necessaria una variante urbanistica, lavoro per i tecnici del Comune, che si dovranno assumere la responsabilità di dichiarare il grado di pericolosità dell’area e la possibilità o meno di realizzare volumetrie edilizie. Un responsabilità – conclude “Cortina Bene Comune”, che investirà anche i consiglieri comunali, che dovranno approvare la variante, divenendo di fatto anche loro responsabili di quanto potrà accadere in futuro»





