Uno spettro si aggira per la montagna bellunese. Lo spettro dell’inversione termica, vale a dire il fenomeno per cui fa più freddo nei fondovalle che in quota. Va da sé che la cosa è problematica per le ski aree, dove di neve naturale non ce n’è e conservare quella sparata dai cannoni diventa un problema, se di notte la temperatura fatica a scendere sotto zero.
È esattamente quello che sta succedendo sulla montagna bellunese. Il termometro parla chiaro: nella notte tra il 16 e il 17 dicembre (lunedì-martedì), in cima alla Marmolada la temperatura minima registrata è stata di appena 0 gradi, mentre a Belluno si sono toccati i -3,5 e a Feltre i -3. Altro esempio? Temperatura positiva a Cortina (+3,4 gradi) e ad Arabba (+4,4 gradi), quasi come a Venezia, dove la minima è stata di 2 gradi.
La situazione è destinata a cambiare, pur in un contesto non di freddo. Per tutto oggi (mercoledì 18 dicembre) lo zero termico sarà altissimo, attorno ai 3.100-3.200 metri, praticamente come in autunno. Da domani (giovedì 19) arriverà invece una perturbazione atlantica, con pioggia e neve. Potranno esserci accumuli anche di 15-20 centimetri, ma solo in montagna: il limite delle nevicate si attesterà attorno ai 1.000-1.200 metri sulle Dolomiti, 1.500 metri sulle Prealpi.
foto: il fenomeno dell’inversione termica tra Nevegal e Belluno





