Belluno mette nero su bianco le regole per frequentare fiumi e torrenti. Ieri il sindaco Oscar De Pellegrin ha firmato l’ordinanza che recepisce le disposizioni regionali e definisce cosa si può fare – e cosa no – lungo Piave, Ardo, Cordevole e gli altri corsi d’acqua del territorio comunale. Un provvedimento che nasce da esigenze di sicurezza, dopo gli incidenti che negli ultimi anni hanno segnato la provincia.
Il rischio, infatti, non è teorico. Le variazioni improvvise della portata dovute alle manovre delle centrali idroelettriche, le temperature molto basse dell’acqua con possibili shock termici, i fondali instabili, le correnti forti, i mulinelli e i rami sommersi rendono alcuni tratti particolarmente insidiosi. «I nostri fiumi sono una straordinaria risorsa ambientale e luoghi che, soprattutto d’estate, è naturale voler frequentare – sottolinea il sindaco –. Proprio per questo è importante farlo conoscendone le caratteristiche e rispettando alcune semplici regole di sicurezza. Molte aree si possono vivere liberamente, ma non tutte».
L’ordinanza chiarisce i divieti principali: niente accesso, stazionamento o transito negli alvei e nelle aree spondali individuate come ad alto rischio idraulico; stop alla balneazione in tutti i corsi d’acqua del territorio comunale. Restano invece consentiti gli accessi necessari per lavori di manutenzione o interventi autorizzati, così come la pesca sportiva nelle zone previste dal bacino di riferimento e le attività sportive autorizzate.
Il Comune installerà nuova cartellonistica di divieto e pericolo nei punti più frequentati, per rendere immediatamente riconoscibili le aree a rischio. Chi non rispetta le prescrizioni rischia una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, oltre alle eventuali conseguenze penali previste dalla normativa.
Un richiamo alla prudenza, insomma, senza demonizzare la voglia di vivere il territorio. «Piave, Ardo e Cordevole possono cambiare volto anche nell’arco della stessa giornata – ribadisce De Pellegrin –. L’obiettivo è semplice: evitare comportamenti pericolosi e garantire che tutti possano godere dei nostri fiumi in sicurezza».





