Abbandonata da cinquant’anni, ma con un futuro tutto da scrivere. Per il Partito Democratico Belluno Dolomiti, l’ex Regia stazione di troticoltura a Fisterre — sulle rive dell’Ardo, a Belluno — può vivere una seconda vita. Una riqualificazione all’altezza della sua storia, della sua posizione e dei suoi spazi.
Un pezzo di storia dimenticato
Nata a inizio Novecento, la struttura conta su un sistema di vasche un tempo utilizzate per l’allevamento del pesce e su tre edifici distribuiti su un’area di circa 3.700 metri quadrati. Abbandonata dal 1975, è di proprietà della Regione Veneto, che ha tentato più volte di venderla, senza successo. «Fisterre è uno dei borghi più piccoli del Comune di Belluno, e purtroppo anche uno dei più trascurati — spiega Christian De Pellegrin, segretario del Circolo PD Oltrardo —. Un tempo era uno dei fiori all’occhiello della città, a pochi passi dal centro e cerniera con Cavarzano. Negli anni, tutti i progetti di recupero dell’ex troticoltura non hanno mai trovato concretizzazione.»
Visalli: “Non va venduta, va valorizzata”
A conoscere bene la storia del complesso è Irma Visalli, architetta, ex assessore provinciale e candidata alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre con il Partito Democratico. «La struttura è inserita tra i beni alienabili della Regione, ma noi riteniamo che vada valorizzata — afferma —. È affacciata sull’Ardo e rappresenta l’avvio del percorso degli opifici sul Piave: un pezzo di storia del Bellunese e del Veneto.»
Del Bianco: “Una risorsa per la città”
A sottolineare le potenzialità dell’area è anche Alessandro Del Bianco, candidato alle regionali: «Si trova in un contesto unico, incastonato tra quartieri popolosi. È una struttura su cui si può e si deve investire, anche in collaborazione con il Comune. Può diventare una risorsa abitativa, culturale, turistica e ambientale. Sacrificarla e svenderla sarebbe un errore.»





